Questa mattina ho deciso di prendermi un po' di tempo per aggiornare il mio blog. Sarebbero molte le cose da dire, ma vediamo di concentrarci su quelle importanti.
Prima di tutto voglio dire che è veramente strana la sensazione che si prova nel rileggere i propri post scritti un pò di tempo fa, ci si ricorda quello che si provava e si pensava in quel momento e ci si rende conto di quanto le cose possano nel frattempo essere cambiate, se lo sono. Per quanto mi riguarda, la mia situazione personale non è cambiata per nulla, anzi ho ricevuto una delusione in più che poi vi racconterò, ma mi sento molto spesso ed oggi in particolare, ottimista ed allegro, pur non avendone particolare motivo, anzi!
In secondo luogo, in queste settimane ho comunque continuato a leggere i blog ai quali mi sono affezionato e ho capito che provo un pò di invidia per la vita degli altri, piena di impegni, di cose da fare, di viaggi e di gratificazioni personali, ma anche per la "semplice" capacità di alcuni di scrivere, di raccontare i propri sentimenti ed emozioni oppure per le capacità tecniche di gestire i propri blog, ad esclusione di quando si cancellano i messaggi o si inseriscono degli insetti isterici che dovrebbero essere delle cocinelle portafortuna (!!!). Ogni riferimento a fatti, animali od errori di terzi è puramente casuale.
Comunque venendo a me, in questo periodo sono stato particolarmente preso dal lavoro e dal tentativo di organizzare le nostre vacanze, mie e di G. Dico dal tentativo perchè dopo tre settimane durante le quali nei ritagli di tempo cercavo alberghi dove andare per trascorrere una quindicina di giorni tra Vasto e Riccione, ma guardate che non sono io quello difficile da accontentare, mi sono sentito dire da G. che con questo caldo non ha intenzione di muoversi dalla sua città e che vuole rimanere a casa. A dire la verità avevamo già deciso di fare una settimana di vacanza in settembre o in ottobre, ma questo suo rifiuto mi ha veramente spiazzato per i seguenti motivi:
1) non abbiamo mai fatto una vera vacanza insieme e dopo diciotto anni credo che fosse arrivato il momento;
2) speravo che fosse veramente l'occasione per stare insieme e poterci ritrovare;
3) avevo, ho proprio bisogno di andare in vacanza e di ricaricarmi, di passeggiare al mare e di gustarmi il calore del sole sulla pelle;
4) avevo organizzato di andare a riccione al ritorno perchè volevo partecipare a una convention di fitness alla fine di agosto, per la prima volta, giusto per vedere come era organizzata;
5) poichè almeno una settimana di ferie me la voglio concedere, l'unica cosa che posso fare a questo punto è quella di andare una settimana circa in alto adige a casa di una mia zia, e gustarmi il fresco e lo strudel di quelle parti, ma da solo, perchè G. non può venire "ad alta quota" per problemi di circolazione. Fantastico!!!
6) infine, la settimana che avremmo dovuto fare più avanti non so se potremo mai farla perchè in settembre devo concentrarmi sull'obiettivo di cambiare lavoro e di trasferirmi definitivamente a casa di G. oppure ritornare dai miei, e poi metter su casa da solo, e quest'ultima scelta dipende da come andranno le cose con G. e da quali concrete possibilità professionali mi si presenteranno.
E' tutto chiaro? Insomma, vivo ancora nella solita instabilità e mobilità di sempre, dividendomi tra una città ed una casa da una parte ed una città ed una casa dall'altra. Ma di questa situazione sono proprio stanco, non ho più trent'anni, ed ho avvisato G.
Probabilmente adesso vi starete chiedendo il motivo per cui non sono arrivato prima ad affrontare e a decidere per una convivenza a tutti gli effetti definitiva. I motivi, o le colpe, sono diversi ed imputabili sia a me sia a G. Prima di tutto, negli ultimi dieci anni mi sono ritrovato a dover cambiare più di un lavoro e di una città e nell'ambito della stessa esperienza lavorativa, ho dovuto anche qui traslocare più di una volta, per cui non c'era il tempo e l'energia di affrontare una convivenza stabile; in secondo luogo e di conseguenza, mantenere come punto di riferimento la casa dei miei era una necessità ma anche una convenienza, perchè mi permetteva di rinviare un distacco definitivo da motivare con una convivenza gaya. A questo proposito mi chiedo se riuscissi ad andare a convivere con G. a casa sua, dovrei dirlo ai miei genitori oppure come sto già facendo da ben quattro quasi cinque anni, ma solo per una parte della settimana, potrei stare fuori senza che loro sappiano la verità e mi credano convivente con altri "lavoratori fuori sede"? MI sembra pazzesco che a quarant'anni mi chieda queste cose, ma purtroppo quando a venticinque ho avuto la mia grossa crisi di identità gaya volevo dirgli tutto ma qualcuno mi ha consigliato di non farlo e a questo punto servirebbe soltanto a farli stare male, anche se potrebbero forse capire tante cose che poi sono successe. Ma a settant'anni i genitori sono in grado di capire?
Infine, la nostra convivenza è stata sempre rinviata perchè G. è un maniaco, secondo me, della pulizia, dell'ordine e dell'organizzazione, mentre io sono una persona normale, anche se a detta delle altre persone che mi conoscono sono anch'io un precisino. Certo non arrivo a stare in piedi fino alle tre di notte per avere la casa in perfetto ordine, non arrivo a pettinare le frange dei tappetti perché stiano perfettamente dritte, non arrivo ad evitare di stendermi sul divano a guardare la televisione perché non si rovini etc etc etc .... Ho reso l'idea?! Ecco allora che la convivenza quotidiana con una persona simile, per quanto generosa, simpatica ed affabile possa essere diventa qualcosa che ti logora, che ti irrita. Ma non posso pensare di restare a vita i fidanzatini che si vedono per alcuni giorni la settimana.
Il vero problema che mi rode dentro in fondo in fondo credo sia proprio questo: ho paura che vivere insieme non sia possibile, che si possa trasformare in un inferno, soprattutto perché G. non capisce che è lui che dovrebbe modificare questo aspetto della sua vita, anche se un pò l'ha fatto, ma non abbastanza. E se la cosa non funzionasse allora non ci resterebbe che separarci di casa e poi sentimentalmente, ne sono sicuro. Allora, quando anni fa ci siamo mollati, in diverse occasioni, abbiamo sbagliato poi a ritornare insieme se alla fine non riusciremo ad essere la coppia che vorrei?
mercoledì, luglio 25, 2007
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3 commenti:
Ti leggo tramite i commenti che fai al mio amico cornflakes....seguivo la tua crisi identificandomi a pieno...non perche' sia in crisi comiugale...ma ci siamo passati anche qui....Vedo che hai un atteggiamento lucido , coraggioso...ma la sensazione che mi dai e che avresti bisogno di una svolta.Scusa se mi permetto di dirlo ma siamo quasi coetanei...prendila come solidarieta' di classe!wooozeck di splinder
wozzeck di splinder.......volevo dire ! ancora un saluto
Come hai letto giù da me, anch'io faccio fatica a sbloccare certe situazione, quindi nessun consiglio. Però magari un consiglio te lo do: provaci, perchè è brutto quando è la paura o l'insicurezza ad impedirti di prendere il meglio. E poi non si può mai sapere come andranno le cose. Ultima considerazione: i genitori sono in grado di sorprenderti; devi avere un po' di fiducia in loro.
freestate
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