sabato, ottobre 30, 2010

Dopo tutto questo tempo ho deciso di ritornare a scrivere sul mio blog. Sono stato lontano circa due anni, durante i quali non sono cambiate molte cose nella mia vita, ma di questo scriverò prossimamente. Sono stato lontano anche dai pochi blog che frequentavo, ed ora ho visto che la maggior parte sono stati chiusi o abbandonati ad un silenzio disarmante, proprio come ho fatto anch'io. Bene, sono tornato, e sono tornato perchè ho bisogno di raccontare, di raccontarmi e di sentire le vostre idee, i vostri consigli, le vostre storie; ho bisogno di esserci e di esserci con voi. Spero ritorniate a leggermi e a scrivermi.
A presto.

venerdì, maggio 02, 2008

Bene, da dicembre sono passati circa 5 mesi dal mio ultimo post. In questo periodo non sono successe tantissime cose, ma quelle che sono accadute hanno cambiato tutto. Nel mese di dicembre ho fatto alcuni colloqui di lavoro ed ho accettato un nuovo lavoro, che ho iniziato a febbraio. La scelta non è stata facile, perchè ho dovuto lasciare il vecchio posto proprio nel momento in cui mi si sarebbero aperte nuove possibilità e perchè era ed è ancora un momento di particolare difficoltà per l'ufficio in cui lavoravo. Non è da me lasciare la gente nei guai, ma l'altra proposta era troppo attraente per rifiutarla. Ora che ho fatto il grande passo, anche se poi si scoprono sempre degli aspetti che non ci si aspettava, sono soddisfatto e contento della decisione presa, soprattutto perchè mi permette di fare di più, di lavorare di più, di gestire con più autonomia il mio lavoro e quello dei miei collaboratori e perchè mi permette di guadagnare di più (!).
Ma questa decisione ha voluto dire ritornare a vivere definitivamente a casa dei miei, almeno per il momento, perchè sono tornato a lavorare nel vicentino, e fare il pendolare con casa di G. era impossibile. In realtà non sarebbe impossibile, ma ero stanco di dividermi fra due case, nessuna delle due vissute come casa mia, e quindi ho "usato" questa decisione per giustificare l'abbandono dell'ex tetto coniugale per ritornare a casa da mamma e papà. Questa può essere però soltanto una soluzione temporanea e conto entro la fine dell'anno di mettermi alla ricerca di un appartamento dove trasferirmi da solo.
Il nuovo lavoro mi piace, mi impegna parecchio, molto di più del precedente, e la sera quando rientro a casa sono veramente stanco; quando non vado in palestra, sono talmente stanco che già alle nove di sera mi addormento sul divano. Ma si tratta anche di stanchezza mentale di origine sentimentale-affettiva. Il rapporto con G. è arrivato alla fine. Sono stati determinanti due fatti, due scontri che abbiamo avuto nelle ultime settimane. Il primo per le elezioni: parlandone al telefono, mi ha chiesto per chi avrei votato. Io sono di centro sinistra, alle elezioni precedenti ho votato per la Bonino & C., ma questo volta gli ho detto che avrei votato per la Lega, chiudendomi il naso, ma avrei votato Bossi. Mi sono sentito dare del fascista, del deficiente, tutto quello che poteva dirmi me l'ha detto. Io sono del parere che bisogna rispettare le idee degli altri, che si può parlare e discutere per confrontarsi, per capire chi possa avere ragione e chi torto, ma non mi si aggredisce ed insulta soltanto perchè ho un'idea politica diversa dalla tua. Volete poi sapere il colmo dei colmi? Non sono riuscito a votare la Lega, ed ho preferito votare Boselli al Parlamento e Bertinotti al Senato. Il secondo fatto è di questi giorni. Il ponte del 25 aprile sono andato a Numana ad una convention di fitness: tre giorni di fitness, al mare e a prendere sole. Vi ho partecipato con un istruttore, la mia istruttrice ed altre tre ragazze della mia palestra. Ci siamo divertiti e, vi assicuro, abbiamo veramente sudato come ... mai mi era capitato di fare. Tutte le lezioni, almeno quelle che sono riuscito a fare, sotto il sole. Sabato sera era l'ultima sera, per cui la FIF aveva organizzato una serata di festa, con alcuni spettacoli e poi tutti in discoteca (per chi ne aveva le forze!). Ho sentito G. intorno alle 21.00, poi l'ho chiamato un paio di volte più tardi, non ricevendo mai risposta. All'una di notte siamo andati in discoteca - io e due ragazze del gruppo - a fare due salti fino alle due. G. ha provato a chiamarmi in quell'ora e quando ha trovato il cellulare senza segnale (la discoteca era sotto l'albergo e non c'era segnale) ha immediatamente fatto 2+2, per lui!. Il figlio di p+--+-a, come mi ha chiamato, doveva essere chi sa dove a fare sesso, pompini o scopate con chi sa chi. A parte il fatto che è quasi un anno e mezzo che non abbiamo rapporti, come ben sa chi legge il mio blog perchè è quasi diventata un'ossessione per me, mi ha fatto straincazzare il fatto che G. non pensi che il sottoscritto:
1° possa avere anche altri interessi nella vita, come ad esempio divertirsi in compagnia di altre persone, indipendentemente dal loro sesso, e senza fare del sesso;
2° visto che nessuno in paletra sa che il sottoscritto è gay, anzi mi si crede ultra etero, non pensi che forse il sottoscritto non voglia sputtanarsi in un ambiente dove, a torto o a ragione, mi si crede comunque in un certo modo;
3° semplicemente, il sottoscritto non voglia fare sesso con qualcun'altro perchè spera di farlo con il suo "compagno", se si può chiamare G. in questo modo.
Dopo le telefonate di sabato notte, con le quali ci siamo molto carinamente dette certe cose che potete facilmente immaginare, per due giorni G. non ha più risposto al telefono la sera. Nelle due sere successive io non ho chiamato. Ieri ha chiamato per sapere se andavo da lui oggi per la spesa e per le solite commissioni della settimana.
"Come posso stimare e rispettare una persona che pensa di me certe cose, e che poi accetta di farsi mantenere dal sottoscritto?".
Questa volta per quanto mi riguarda è proprio finita, non ho più nessuna intenzione di fare qualcosa per ricucire il nostro rapporto. Ho tirato avanti negli ultimi anni facendo tutto da solo, pensando che ne valesse la pena, che potesse servire a qualcosa. Adesso non lo credo più. Quando mi verrà l'ispirazione cercherò di mettere nero su bianco i miei pensieri, le mie delusioni e le mie tristezze e di farle leggere a G.
Sono arrivato al punto in cui non mi fa nemmeno più pena. L'unica cosa che ha saputo fare e che fa è quella di prendersela con me, per i mie errori, per quello che faccio e per quello che non faccio. Ma sono anni che lui non crede più nel nostro rapporto e che non fa nulla per evitare che finisca. L'unica cosa che teme, e per la quale si è infuriato, è dover accettare di farsi mantenere da uno che gli "sbatta" in faccia che fa la p+--+-a a destra e a sinistra.
In questo momento, vorrei tanto innamorarmi di qualcu'altro, di sentirmi di nuovo vivo, di sentire il cuore battere forte, di desiderare la pelle, la bocca, gli occhi e il sesso di un altro, di un altro che sia speciale, che mi faccia sentire speciale, che mi faccia sentire amato e desiderato. Però pensando queste cose, mi viene anche una stretta allo stomaco. Ci vorrà del tempo.

mercoledì, dicembre 05, 2007

Quando rileggo i post precedenti mi chiedo come ho fatto a scriverli o cosa mi passava per la mente, visto le scemenze che a volte ci scrivo. Oggi è una giornata in cui sono particolarmente serio ed ho deciso di tenere un comportamento più serio ed incazzoso sia a casa, sia con G., sia in ufficio.
Per prima cosa voglio ringraziare chi legge il mio blog e chi mi lascia dei messaggi. Al caro Limbozero, o meglio il "Ciao Bello", voglio dire che la giornata passata a Bologna il 25 novembre è stata veramente bella. Fino a qualche mese fa non ero mai stato in quella città e nel giro di pochi mesi ci sono andato per due domeniche. La giornata del 25 l'ho trascorsa in un centro sportivo, mi sembra che si chiamasse Centro Record e la struttura in sè è stata l'unica nota stonata del giorno: abbastanza vecchia ma soprattutto molto sporca, almeno le sale-palestre dove si tenevano i corsi di fitness. La compagnia è stata divertente (come al solito ero accompagnato da tre donne, l'istruttrice della mia palestra e altre due ragazze che la frequentano con me, ma questa è una costante della mia vita, praticamente non avere amici maschi!) e le lezioni che abbiamo seguito sono state faticose ma belle, impegnative. Complessivamente sono riuscito a fare 6 ore di attività, 4 la mattina e 2 il pomeriggio, più tranquille. Ho cercato di mettercela tutta per dare il meglio di me, mi sono sfogato ed anche rilassato, ed ho conosciuto un ragazzo istruttore Isef di vicino Perugia. Simpatico, niente di più, e l'unico che mi abbia cagato negli spogliatoi. Alle 18,30 siamo ripartiti e per circa due ore in macchina non abbiamo fatto altro che parlare di quello che avremmo voluto mangiare una volta arrivati a casa. E sabato prossimo si replica con un'altra giornata a Vicenza, questa volta è vicino a casa e parteciperò soltanto con la mia istruttrice. Riflessione: perchè mi dedico tanto allo sport, all'attività fisica? Io ho scoperto lo sport tardi, praticamente ventenne. Ho passato un'adolescenza chiuso in casa a fare i compiti (ero il classico secchione), a guardare la televisione e a mangiare patatine e schifezze varie, da noi si chiamano i momoni. Soltanto a diciott'anni, quando ho cominciato a vivere, ad uscire, a fare tante cose, tra le quale anche i primi approcci sessuali ed omossessuali, anche se allora neanche avevo capito cosa fossero, soltanto allora ho scoperto lo sport ed ho cominciato ad andare in piscina. Il nuoto è in assoluto l'attività che preferisco, perchè mi piace l'acqua, il mare, il sole. Fino all'età di 23-24 anni trascorrevo un mese e mezzo al mare a Jesolo dove avevamo un appartamento, ed è lì che ho scoperto ed ho "praticato" le mie prime pulsioni omossessuali, ma questo meriterebbe un post a parte. Comunque, venendo ai giorni nostri, oggi alla soglia dei 42 (!!!!!!) anni lo sport mi fa veramente sentire bene, mi rendo conto che è letteralmente una valvola di sfogo, mi aiuta a liberare la mente dai pensieri e dai problemi, mi rilassa, mi ha ridotto il mal di schiena (grazie alle lezioni di pilates, lo consiglio a chi ha questi problemi) ed è diventato il mio sostituto del sesso, o comunque del rapporto affettivo-fisico-chimico che generalmente si desidera avere con il proprio compagno. Almeno quest'anno. In più mi permette poi di mangiare senza ritegno e senza troppi sensi di colpa, anche se riconosco che se facessi un pò di dieta sarebbe meglio e mi permetterebbe di migliore, di sentirmi più carino. Dall'adolescenza ho ereditato il pensiero costante di essere grasso, di dover dimagrire e l'attività fisica, ma soprattutto il riuscire a fare quello che fanno gli istruttori in queste convention, bene o male, mi fa credere di essere migliorato, di essere diventato più forte e forse anche più carino. E durante le feste di Natale mi riprometto di mettere gli sci ai piedi e ricominciare a sciare, dopo un sacco di anni che non lo faccio.
Come una fotocopia Giovedì 22 novembre è stato la fotocopia del giovedì precedente: Pomeriggio di ferie, a Verona per le spesa e per le commisioni per conto di G., ma sono riuscito a sopportare il tutto con serenità in vista della giornata che avrei avuto la domenica successiva. La crisi è arrivata il 26, lunedì. Era il nostro anniversario, 18 anni che ci conosciamo, è il giorno in cui ci siamo incontrati per la prima volta, senza concludere niente, e lo abbiamo sempre ritenuto il giorno del nostro anniversario, anche se poi ci siamo rivisti un mese dopo, esattamente il giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre del 1989 ed è stata la prima notte passata insieme. Da allora ce ne sono state tante ... ma ultimamente non ce ne sono più. Allora, il 26 ho lanciato la proposta, nel pomeriggio, di uscire dal lavoro e di andare a casa di G. proprio per il nostro anniversario. "Possiamo mangiare qualcosa insieme, se vuoi ordiniamo una pizza così non devi lavorare per fare la cena, e stiamo un pò insieme". La sua risposta l'ho cancellata ma in pratica voleva dire che era meglio di no, perchè aveva da fare, non stava ancora bene ... boh, non me la ricordo neanche più. E va bene, lo so che le cose impreviste lo mandano in crisi, che con lui bisogna programmare tutto, anche il numero di volte di utilizzo del bagno, anzi in questo caso bisogna proprio dire del cesso ... comunque sono riuscito a non incazzarmi, sottolineando però che da quel momento non gli avrei più chiesto nulla. Però quando giovedì 29 si è ripetuto il solito pomeriggio, credevo che G. mi chiedesse di fermarmi da lui per la notte ed invece non è stato così. Al ritorno mi sono proprio depresso e mi sono fatto il mio bel piantino.
Ora, in questo periodo ho anche realizzato che devo cambiare lavoro perchè ho molti dubbi, incertezze sulle prospettive future dell'azienda in cui lavoro; sto spedendo C.V. e la prossima settimana un parente mi ha "procurato" un colloquio per un lavoro che si prospetterebbe allettante, da quel poco che so. Ma si tratterebbe di avvicinarmi di più a casa dei miei e di allontanarmi ancora di più da casa di G., da Verona. Ovviamente di questo non ho parlato con G. prima di tutto perchè è prematuro, devo aspettare almeno di aver fatto un primo colloquio, e poi perchè evidentemente non ce n'è l'occasione, né il tempo se non ci vediamo mai. Ho comunque deciso che almeno una sfera della mia vita mi debba soddisfare e gratificare, e visto che quella affettiva-sentimentale di coppia fa schifo visto che sono ridotto ad elemosinare qualche abbraccio e a dare qualche bacio a mia mamma, voglio che almeno quella lavorativa mi gratifichi e mi dia le sicurezze di cui ho bisogno.
In questo post sono riuscito, credo, a raccontare qualcosa in più di me, non è stato soltanto uno sfogo del momento, e nei prossimi cercherò di farlo di più.
Stamattina in macchina mi sono ricordato un film degli anni '80 in cui il protagonista maschile, un giornalista televisivo spronava la gente, chi guardava la tv ad andare alla finestra e gridare "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più". Sto raggiungendo quel limite.
P.S. per U&D: non ho più portato la macchina a lavare e non so quando lo farò. Forse poi è meglio cambiare autolavaggio?!
P.S. per Adamo: non sono poi così permaloso vero? (ex 26 e 29)
P.S. per Limbozero: non voglio assolutamente intromettermi nell'amicizia ormai intima e particolare che hai con Gift Zwerg (!) ma un salutino e un aggiornamento su come ti va e su cosa è successo al tuo ritorno dalla ferie li potresti anche dare via mail. Mi sono "sottratto" ad un rapporto telefonico, ma sarei più che disponibile a leggerti e a risponderti, di cuore. Lo so che non è la stessa cosa, ma ho le mie buone ragioni, credo di avertele spiegate. Aspetto e spero.
Un saluto

venerdì, novembre 16, 2007

Ieri ho preso il pomeriggio di ferie per andare a fare la spesa e le altre solite commissioni per G. E' ancora evidentemente raffreddato e infatti questa mattina, quando l'ho sentito, aveva un forte mal di gola e la voce strana, roca. Allora gli ho detto: "Perchè non ti accenti una sigaretta così ti passa?!!!" E' un fumatore, mentre io no, anzi.
Comunque il post di oggi ha due scopi:
1) tornando indietro, a casa, ero stranamente tranquillo, nessun avvilimento e nessun pianto, nessun senso di vuoto o di disperazione. Che abbia superato anche questa fase?
2) Nel pomeriggio di oggi ho portato l'auto a lavare vicino all'ufficio, andrò a ritirarla alle 18.30. C'è un ragazzo che lavora in questo distributore, dove vado sempre solo a lavarmi la macchina, che è proprio carino. Forse lo guardo in modo strano, perchè mi sembra che anche lui mi guardi in modo strano e quest'estate mi ha fatto una specie di battutta decisamente a sfondo sessuale, nella quale lui non era coinvolto ma comunque si sottointendeva un rapporto omosex. Ha gli occhi dolci, teneri, buoni; mi ha fatto tanta tenerezza, e poi lavorare all'aperto con questo freddo! Ma tanto io non ci capisco mai niente in queste cose e poi non saprei come e cosa fare.
Ma mi ha fatto sentire vivo, mi ha fatto desiderare di presentarmi meglio la prossima volta quando porterò l'auto a lavare. Speriamo che la prossima settimana piova. Anzi, visto che il 25 devo andare a Bologna con quelli della palestra e non si è ancora deciso con quali macchine, propongo la mia così poi avrà sicuramente bisogno di un buon lavaggio (!). Ma non avrei bisogno soltanto di quello, lo sapete molto bene. Sono più di dieci mesi che non faccio l'amore con il mio compagno e non ce la faccio più. Oh, ma questa non è una proposta ... indecente! So benissimo provvedere da solo alle mie necessità (sigh!).
Probabilmente se, e penso di si, quando Limbozero leggerà questo post penserà che mi sia bevuto qualcosa, come ha già scritto qualche giorno fa sul suo blog. No, sono solo contento che sia finita la settimana, che domani sera sarà fuori a cena per un impegno socio-mondano (età media 60 anni!) ma soprattutto che manchi poco alla manifestazione di fitness di Bologna, so già che mi divertirò parecchio, proprio come è successo quando sono andato a Riccione in ottobre.
E poi non lo so, oggi mi sento così. Certo è bello per me avere l'occasione di scrivere sul mio blog ed è ancora più importante che poi ci sia qualcuno che mi legga, e di cui poi leggo i propri blog. Grazie. Un bacio a tutti.
P.S. Non so se si è capito, ma anche se non è affatto semplice e se devo farlo da solo, io continuo a vivere e ad apprezzare le cose che posso fare.

mercoledì, novembre 07, 2007

Avrei voluto postare prima, ma ho avuto parecchio lavoro in ufficio e poi c'è stato il ponte dei morti, o dei santi, e a casa mia, al mio ridente paesello organizzano l'annuale fiera, per cui sono stato un pò incasinato. A dire il vero, in questi quattro giorni è successo tutto e niente. Ho alternato dei giorni di iperattività, di impegni e di corse a destra e a sinistra a dei giorni in cui non sono riuscito a fare nulla, neanche il letto o lavarmi la faccia: l'unica cosa alla quale non ho rinunciato è a farmi da mangiare, e a mangiare dopo! Veniamo con ordine. Giovedì visita da parenti per il pranzo, invito con "obbligo" di cucinare da parte mia e così se n'è andata mezza giornata, al ritorno a casa non ho fatto una mazza. Venerdì a Verona per prendere dell'olio in un frantoio in Valpantena, dove ho preso anche qualche regalo di Natale (quest'anno ho deciso di fare le cose in anticipo) e poi a casa di G. per la solita spesa settimanale. Solita prassi: soliti negozi, solita lista delle commissioni, a volte penso che basterebbe fotocopiarla!, soliti discorsi, soliti 5/10 minuti di conversazione, solito ritorno a casa in completa depressione, ma questa volta poche lacrimucce e la consapevolezza che avevo solo voglia di tornarmene a casa mia, o dei miei, e di ritrovare la mia casa, nonostante il casino in cui l'avevo lasciata. La notte ho dormito molto male, per cui la mattina mi sono alzato tardi, sono uscito per qualche commissione, pranzo e poi black-out. Più niente. Fino a domenica mattina ho vegetato sui divani, davanti alla televisione, guardando le solite cose in televisione o dormendo. Ma sabato notte è successo qualcosa che non era mai capitato prima. Come al solito mi ero addormentato sul divano verso le 23.00 svegliandomi poi verso l'1.30 con la schena mezza spaccata. A quell'ora mi sentivo abbastanza sveglio e allora cosa ho fatto?. Mi sono fatto una doccia, mi sono vestito e certo che G. non avrebbe telefonato sono uscito per fare un giro, in cerca di compagnia, anzi siamo sinceri, in cerca di sesso. I posti li conosco anche troppo bene. Bene. Ne è valsa la pena...
No, non è vero, è tutta una balla, vi e mi sto prendendo per il culo, per fortuna! Una volta l'avrei fatto, anzi più di una volta l'ho fatto in passato e non è mai servito a niente, e sono sicuro che se non l'avessi fatto, le cose con G. sarebbero andate diversamente o perlomeno mi sarei sentito meno responsabile della situazione in cui viviamo, per cui non l'avrei accettata per così tanto tempo e quindi non sarei costretto a vivere come ora e come stiamo vivendo. In realtà, ho guardato un film americano abbastanza carino su rai 1 che è finito verso le 3.00 di mattina. A questo proposito, mi chiedo perchè quelle poche cose decenti che varebbe la pena di guardare in tv le trasmettono sempre ad orari impossibili. Poi mi era evidentemente passato il sonno, per cui mi sono rigirato nel letto per circa mezz'ora se non di più. Cercando di non pensare. Poi è scattato l'interruttore, ha fatto click, definitivamente. E ho cominciato a piangere, proprio con i lacrimoni grandi e quella specie di singhiozzo che non so definire, quei pianti disperati che fanno i bambini e per i quali ti chiedi cos'hanno da disperarsi in quel modo. Saranno passati dieci minuti, un quarto d'ora, non lo so di preciso. Ed ho capito, o penso di aver capito. Non sono felice, non sono soddisfatto della vita che faccio: ho un lavoro che non mi soddisfa, non so se potrei aspirare a qualcosa di più, credo di si, l'unico aspetto positivo è che nessuno mi rompe le balle, ho un ruolo quasi completamente autonomo. Ho un rapporto affettivo che fa CAGARE!!! Ho un compagno da quasi 19 anni, che per evidenti e legittimi motivi non ha fiducia in me, anche se ultimamente mi sembra ne abbia visto che mi ha lasciato andare a Riccione da solo, e poi ci sarei andato lo stesso perchè è stato lui a non volermi accompagnare (sarebbe dovuto uscire di casa). Pur vivendo con il mio stipendio io vivo dai miei, ovviamente all'oscuro di tutto, e lui vive a casa sua, lui non lavora da non so più quanti anni 6-7 o di più ed ha 57 anni (!) non esce di casa da 4-5 anni, e dall'inizio di quest'anno per un sacco di motivi non facciamo più l'amore, non facciamo più sesso e soprattutto non ci abbracciamo più, non ci tocchiamo più, non ci guardiamo più negli occhi ... da maggio non abbiamo più dormito insieme e non abbiamo più mangiato insieme. Quindi ho un rapporto che fa cagare. Dividiamo, anzi prendo in consegna le bollette, la nota della spesa e poi riconsegno tutto, se serve qualcosa che sia in grado di comperare per lui la compero e la consegno. Dividiamo i suoi grazie e io mi tengo i miei pensieri, le mie preoccupazioni e le mie insoddisfazioni, meglio la mia disperazione. Certo, ne avrà anche lui, ma non ne vuole parlare, quando inizio il discorso che dobbiamo parlare e dobbiamo prendere delle decisioni, trovo un muro.
Allora già da qualche settimana ho cominciato a premere per ottenere una cena e un fine settimana insieme da lui; le settimane scorse aveva l'influenza e stava male, vediamo cosa si inventerà per le prossime. Soltanto che ho deciso che non starò più ad aspettare. Per il 17 accetterò un invito ad una cena ufficiale alla quale non potrebbe partecipare e per il 25 vado a Bologna ad una manifestazione di fitness con quelli della palestra e così pure per l'8 dicembre, ma questa volta vicino a casa. Voglio vedere se riusciremo a passare qualche giorno insieme nel mese di dicembre e per le feste di Natale; se così non fosse, ho già deciso che mi farò qualche giorno in montagna dai miei, se ci sarà la neve, o in alto adige da mia zia. Dopo un sacco di anni, voglio rimettere gli sci.
Ritornando al weekend, la domenica ho dovuto recuperare tutto quello che non avevo fatto gli altri giorni, per cui pulizie e lavatrici a tutto spiano, dalla mattina alla sera tardi come una casalinga molto, troppo disperata. Ciliegina della serata: alle 21.30 arrivano i miei dalla montagna che devono ancora cenare e quindi hanno mangiato con me. Che bello che è vivere ancora in famiglia! Resisterò fino alla fine dell'anno, poi le cose dovranno cambiare, o in un senso o nell'altro. Convivenza o separazione, definitiva.
Dopo i fatti, veniamo alle riflessioni che cercherò di fare sulla base di quello che avete scritto. Prima di tutto grazie a tutti quelli che mi hanno letto e che mi hanno lasciato una traccia del loro pensiero, che sia al quadrato oppure no. Il motivo per cui in questo momento sono qui a scrivere credo sia facile da capire, non ho altri ai quali poter raccontare come stanno realmente le cose e quelle poche persone che ne sono a conoscenza, qualcuno c'è, mi giudicano credo un pazzo o un demente. Quindi per me è uno sfogo, irrinunciabile, ed è un modo per costringermi a riflettere sulla mia vita, per farla scorrere davanti ai miei occhi e poter pensare più o meno obiettivamente a quello che mi accade. A dire il vero ho preso l'idea dalla serie tv "Sex and the city", che mi faceva compagnia la domenica sera quando abitavo a Venezia un bel pò di tempo fa. Avevo pensato di usare lo stesso sistema, usare la mia vita e le mie esperienze per trarre considerazioni più generiche, estensibili anche agli altri, ma ho peccato di superbia, visto che non riesco nemmeno ad uscire dal mio piccolo "io".
E' evidente anche a me che sono soltanto io che do in questo rapporto e questo mi pesa sempre di più. Lo potrei anche accettare se sentissi che comunque anche G. ci crede, se vedessi che anche lui vuole stare con me, se stare insieme per un'ora, una sera, per tre giorni non diventa un problema, ma un sogno, una speranza, una necessità. Mi viene in mente quando tanti anni fa facevamo veramente l'impossibile anche solo per passare un pomeriggio insieme a fare l'amore e a parlare, a farci le coccole e ad assaporare la tenerezza e la dolcezza dell'altro.
Non so per quanto tempo riusciremo a tirare avanti in questo modo. Certe volte penso che, pur sapendo che anche G. stia facendo una vita di merda, per certi versi (questa espressione non riesco più a togliermela dalla testa) lui stia vivendo bene. Chiuso in casa non deve raffrontarsi con preoccupazioni, stress, pensieri, input varii, anche "stimoli" sessuali, che normalmente si devono sopportare o che si incontrano nella vita quotidiana. E' come se preferisse vivere senza particolari stimoli, senza desideri, senza aspirazioni, senza entusiasmo (grazie Limbo, ci azzecchi sempre?). Non so se la convivenza possa essere la soluzione a questa nostra situazione, a dire il vero non lo credo fino in fondo, soprattutto perchè non credo che G. sia disposto o sia capace di "sopportarmi" a casa sua, in pianta stabile, ma io non sono in grado di mantenere da solo due case. Per questo ho deciso di parlare a mio fratello, tanto mi sono già abbondantemente sputtanato ai suoi occhi, e di chiedergli se mi da una mano a trovare un lavoro per G. Se lui avesse un lavoro potrebbe essere autonomo e staremmo insieme consapevolmente, liberamente; perchè in fondo in fondo, raschiando il fondo del barile, mi domando se stiamo insieme perchè lui non ha un'alternativa, non ha nessun'altra possibilità. Lui si libera la coscienza dicendomi che sono libero di andarmene quando voglio, di pensare soltanto a me visto che non è capace di affrontare niente della sua vita o meglio della sua non vita, ma come è possibile abbandonare una persona che ami, alla quale vuoi bene, così, completamente sola, senza niente, senza nessuna possibilità di andare avanti. Non so se sia ancora amore, se sia solo affetto, di sicuro non è soltanto senso di responsabilità, anche perchè penso di aver "espiato" le mie colpe e i miei sbagli. E poi ho sempre pensato e penserò sempre che non serve a niente pensare al passato, a quello che è stato e non crediate che G. non abbia fatto anche lui i suoi errori e non abbia anche lui le sue responsabilità. Comunque, alla fine di tutto c'è un'unica questione, vale a dire che io non ce la faccio più a vivere in questo modo, mentre anche se la stessa cosa la dice anche G. e da tanti anni, non vedo nessuna reazione da parte sua, se non quella di negarsi sempre di più. E allora, come ha capito Cornflakesboy, ho paura di essere la goccia che faccia traboccare il vaso. E non vorrei perdere una persona buona, dolce, tenera, generosa e che era una persona meravigliosa, un bambino incantato che non ha la forza di rialzarsi da solo, ma temo nemmeno con me. Forse sbaglio qualcosa o forse sono proprio io la causa di questo?
Si accettano tutti i consigli, i pareri e le idee dati col cuore.
Umberto

martedì, ottobre 09, 2007

Quando rileggo i post che ho scritto mi chiedo sempre perchè non riesca a scrivere e far capire del tutto quello che in quel momento sentivo, provavo e pensavo, e mi dico che sono proprio un imbranato.
In queste settimane non sono successe grandi cose e la mia vita, e la vita di G. (quale vita?) sono andate avanti come al solito. Uniche novità: il frigorifero che continua a perdere acqua, la caldaia che non funziona bene e dei lavori idraulici e di muratura che bisognerebbe fare nel bagno, il tutto a casa di G. Questi 3 lavori, che G. rimanda da un sacco di tempo per ovvi motivi (economici e gestionali, perchè svolgerli in contemporanea sarebbe un vero casino) sono stati la sua scusa per evitare di venire con me a trascorrere un veekend allungato a Riccione; mi sono iscritto ad una manifestazione di fitness che si terrà il 20 e 21 ottobre e speravo di poter passare 3-4 giorni con lui, giorni di sport per me e di relax e passeggiate in spiaggia per noi. Proprio la settimana scorsa mi ha detto che non vuole venirci: speravo proprio potesse essere l'occasione per uscire di casa e per stare insieme sereni e tranquilli, e magari per riscoprire se c'è ancora della passione, dell'attrazione fisica/sessuale. A questo proposito, G. mi dice che non ha più nessuno stimolo, non è che a 57 anni si possa perdere il desiderio? Ma questo è un altro argomento.
Comunque, per ritornare a quello che dovrebbe essere l'argomento di questo post e visto le domande che mi sono state fatte, soprattutto dal boxer-arancio-canarino (!) vedi post Limbozero, cercherò di fornire degli altri elementi.
Come ho già detto G. ha perso il lavoro 6-7 anni fa. Le ragioni sono state diverse; in breve, si può dire che sia dipeso da:
- all'inizio, il cambiamento di ruolo lavorativo (in un ente pubblico) che ha impedito a G. di svolgere una specie di 2° lavoro, che gli permetteva di vivere abbastanza agiatamente;
- a questo punto sono iniziate le prime difficoltà economiche;
- poi sua madre, che viveva con lui, ha avuto gravi problemi di salute e lui si è preso un periodo di aspettativa per seguirla a casa, finchè non è più stato possibile ed allora è stata ricoverata in una casa di cura per anziani. Ha vissuto malissimo questo momento;
- poi c'è stato un processo penale, una vera e propria farsa montato da una stronza che non aveva vinto un concorso, che in realtà era "truccato", e nel quale G. è stato coinvolto in quanto facente parte del comitato di valutazione;
- superato tutto questo, al rientro al lavoro c'è stato un secondo spostamento di lavoro (che devo dire sarebbe stato anche legittimo e comprensibile quando un datore di lavoro si trova a dover sostituire per un lungo periodo un proprio dipendente), ma questo nuovo ruolo non piaceva a G., non riusciva a farlo, oppure per quel breve periodo in cui c'ha provato gli hanno fatto anche del mobbing.
In tutto questo arco di tempo, a contorno, ci sono stati dei sempre crescenti problemi economici e dei periodici alti e bassi fra di noi, dovuti prevalentemente, purtroppo non l'avessi mai fatto, a delle periodiche corna che io gli facevo andando in cerca di qualcun altro, a volte ricambiate, a volte fatte quando stavamo insieme, a volte fatte quando non stavamo insieme. Bisogna essere onesti, non voglio prendere in giro nessuno.
Tutto questo ha fatto si che G. si sia di nuovo ammalato di depressione, ma non ne era guarito visto che non si guarisce mai da questa malattia, con attacchi di panico, crisi respiratorie, crisi di sonno etc. Credo che la situazione si sia abbastanza stabilizzata e calmata quando alla fine del 2002 abbiamo cominciato a convivere, anche se in sostanza limitatamente a 4 sere alla settimana, dal lunedì al giovedì, mentre i fine settimana continuavo a passarli dai miei.
Il primo anno ho provato a spingere G. a cercare un altro lavoro, gli prendevo il giornale e gli segnavo anche gli annunci che secondo me potevano interessarlo; in quel periodo anch'io poi dovevo cercare un altro lavoro, quindi cercavo di fare la cosa insieme e per tutti e due. Poi ho capito che non gli interessava ed ho lasciato perdere. L'unica cosa che fa, ma da tanto tempo, praticamente da quando ha cominciato a stare a casa, è quella di pulire la casa, è il suo unico scopo ed interesse. Già era maniaco della pulizia e dell'ordine prima di tutto quello che è successo, ma poi lo è diventato ancora di più, anche se pensavo potesse essere impossibile.
Giovedì scorso, pomeriggio: sono andato a fare la spesa per G., vado in tutti i negozi e prendo quello che trovo sulla lista, è la spesa per la settimana, visto che tornerò giovedì o sabato prossimi. Porto la spesa su, sulla porta e lui se la porta dentro. Poi suono per entrare in casa: mi porta le ciabatte, tolgo le scarpe ed entro in ciabatte.
G: "Non toccarmi niente,eh! che sto facendo le pulizie ed ho tutta la casa per aria"
U: "Ho soltanto bisogno di andare in bagno un attimo e poi se mi dai un bicchiere di acqua perchè fuori c'è caldo e ho sudato"
G: "Si ma tu non toccare niente, non toccare gli interruttori, faccio io"
Vado in bagno, ma devo avere le mani proprio sporche. No, è sempre così. Andiamo in cucina. Parliamo di Riccione, delle bollette da pagare, di suo nipote, di quando tornerò la settimana seguente. Bevo l'acqua, mi da lui il bicchiere già pronto. Sono passati 15 o 20 minuti. Bene, devo ripartire.
U: "Mi accompagni alla porta che devo andare?"
G: "Si ma aspettami, che ti apro io il portoncino"
U: "Ma devo avere proprio la rogna sulle mani! Ma come fai con la roba della spesa visto che l'ho presa in mano?!"
Disperazione. E' sempre così.
Di solito, nei mesi scorsi, quando scendevo le scale e poi partivo, quando nessuno poteva vedermi, mi mettevo a piangere, dietro gli occhiali da sole. Lontano dagli sguardi delle vicine, delle vecchiette impiccione che quando arrivo di solito fatalità sono sempre li vicino all'ingresso del condominio.
Ora sono diventato più forte, o forse meno sensibile, non lo so.
So di volergli bene, so di amarlo, certo non è lo stesso sentimento che sentivo 10, 15 anni fa, quando solo vederci era sufficiente ad eccitarmi, a desiderarlo, a voler sentire il suo profumo e la sua bocca. Ora lo vedo tenero, fragile, solo. Purtroppo però, com me è sempre più nervoso, irritato, freddo, distante. Che possibilità abbiamo di stare insieme continuando a vivere così? Per quanto mi riguarda l'unica possibilità che io vedo è quella di vivere insieme, ma è come se io gliela imponessi, lo costringessi a sopportare la mia presenza.
Sono arrivato alla conclusione che se non riusciremo a vivere insieme, non a sopportarci, allora tornerò a casa dai miei, impegnandomi a continuare a mantenerlo, ma ritenendomi completamente libero di fare quello che voglio. E' sempre stato molto orgoglioso, spero di non dover arrivare a tanto.

martedì, settembre 18, 2007

E' il 18 settembre, è passato anche il mese di agosto e le relative non-ferie e vediamo che cosa è successo in questo periodo, aggiungendo dei piccoli dettagli che possano chiarire meglio la situazione. Intanto è stata una fortuna il fatto che non siamo partiti perchè alla metà di agosto un nipote di G., l'unico che lui frequenta e al quale vuole un casino di bene, di 16 anni ha fatto un incidente in moto e ci sono voluti più di dieci giorni per capire quale fosse la situazione e quali possobilità di recupero ci potranno essere. Allo stato attuale il ragazzo è in rianimazione, gambe bacino e un braccio rotti, naso rifatto, ustione ad un braccio, ma il problema sono state delle emorargie interne, alcune alla testa, che si sono riassorbite da sole(?) e che allo stato attuale non si capisce se e quali danni possano aver causato al cervello. Scusate se non userò la terminologia corretta ma non sono del settore. Ora, il ragazzo si è risvegliato dal coma farmacologico indotto, ma non riconosce nessuno e non ricorda niente. Mi si dice che è come ritornato un bambino di due anni. Intanto aspettiamo.
Di fronte a questa situazione G. ha reagito come al solito nel modo sbagliato, nel senso che l'unica cosa che ha saputo fare è stata quella di prendersela con me: qualsiasi cosa dicessi, qualsiasi informazione chiedessi, insomma qualsiasi cosa non andava bene. Dopo questo primo periodo gli animi si sono calmati, forse la situazione è stata "accettata" e anche lui ha capito che prendersela con gli altri o con il mondo intero non serve a nulla, ma che l'importante è cercare di fare qualcosa per aiutare suo nipote e la sua famiglia. In questo periodo io ho fatto il possibile, ma non nascondo che mi sono concesso un paio di giorni in montagna a casa dei miei per recuperare un pò di relax, anche se quei due giorni mi hanno fatto capire quanto io non possa più convivere con i miei. Anche perchè, come al solito, quando G. ha un problema o sta male non mi vuole vicino.
Questo fatto ha comunque prodotto una cosa positiva: dopo circa 4/5 anni durante i quali G. non usciva più di casa se non una volta sola per andare a tagliarsi i capelli, adesso ha l'intenzione di uscire per andare a trovare suo nipote in ospedale, non subito, ma appena possibile.
Ora vi chiederete che cosa può voler dire questa cosa. Rispondo subito. G. non lavora più da circa 6/7 anni e da quel momento si è praticamente chiuso in casa, dedicandosi soltanto ai lavori domestici. I motivi all'origine di questo sono diversi e meritano un post specifico, ora voglio descrivere soltanto i fatti perchè alla base ci sono tante considerazioni da fare. Non lavorando più e non uscendo più di casa, sono io che penso a tutto, dal lato economico fino "ai rapporti con l'esterno". Ovviamente il fatto che ci separino circa 100 km è un problema, aumentato dal fatto che non convivendo in modo stabile e regolare, ma fermandomi a casa sua soltanto per alcune sere alla settimana (ed è addirittura da maggio che praticamente non dormo più da lui) e vivendo il resto della settimana a casa dei miei, la situazione per quanto mi riguarda è diventata insostenibile. Ora, io avevo posto un termine entro cui trasferirmi definitivamente da lui, la fine di settembre. Per quello che è successo e per dei lavori che devo finire abbiamo deciso di spostare la cosa alla metà di ottobre. A questo punto devo confessare che ho molta paura di quel momento, perchè mi chiedo se riusciremo a stare di nuovo insieme, con la serenità e con l'amore che mi sono sempre immaginato ci sarebbero stati nella nostra casa. E d'altra parte, nella situazione attuale non vedo quale altra soluzione possiamo adottare, visto che in pratica ha rinunciato a cercare un altro lavoro già da tempo. La mia paura è che io voglia vivere con lui, ma che lui non voglia vivere con me e che lo faccia soltanto perchè costretto dalla situazione in cui si trova. Quando io sono da G., a casa sua, lui si occupa di tutto quanto, fa tutto quanto lui, non perchè io non sia capace o non voglia fare niente, ma perchè solo lui sa fare (voglio dire che solo lui sa pulire, sa cucinare, sa lavare...) e nessuno è bravo quanto lui. Ovviamente vivere così è pesante, per lui che si deve occupare di tutto e per me che mi sento un incapace, e vi assicuro che non lo sono.
Quindi mi domando se riusciremo a vivere insieme, se i nostri sentimenti saranno più forti della costante sopportazione che si deve mettere in conto quando due mondi umani diversi decidono di fondersi, e se riusciremo a costruire qualcosa di stabile e di duraturo. E non voglio più accontentarmi di qualche sera, proprio perchè la vita e troppo corta e incerta. Domani potremmo non esserci più, quindi è meglio cercare di vivere al meglio e questo per me vuol dire viverla con le persone che amo, e vorrei che al primo posto ci fosse G. Vedremo.