mercoledì, dicembre 05, 2007

Quando rileggo i post precedenti mi chiedo come ho fatto a scriverli o cosa mi passava per la mente, visto le scemenze che a volte ci scrivo. Oggi è una giornata in cui sono particolarmente serio ed ho deciso di tenere un comportamento più serio ed incazzoso sia a casa, sia con G., sia in ufficio.
Per prima cosa voglio ringraziare chi legge il mio blog e chi mi lascia dei messaggi. Al caro Limbozero, o meglio il "Ciao Bello", voglio dire che la giornata passata a Bologna il 25 novembre è stata veramente bella. Fino a qualche mese fa non ero mai stato in quella città e nel giro di pochi mesi ci sono andato per due domeniche. La giornata del 25 l'ho trascorsa in un centro sportivo, mi sembra che si chiamasse Centro Record e la struttura in sè è stata l'unica nota stonata del giorno: abbastanza vecchia ma soprattutto molto sporca, almeno le sale-palestre dove si tenevano i corsi di fitness. La compagnia è stata divertente (come al solito ero accompagnato da tre donne, l'istruttrice della mia palestra e altre due ragazze che la frequentano con me, ma questa è una costante della mia vita, praticamente non avere amici maschi!) e le lezioni che abbiamo seguito sono state faticose ma belle, impegnative. Complessivamente sono riuscito a fare 6 ore di attività, 4 la mattina e 2 il pomeriggio, più tranquille. Ho cercato di mettercela tutta per dare il meglio di me, mi sono sfogato ed anche rilassato, ed ho conosciuto un ragazzo istruttore Isef di vicino Perugia. Simpatico, niente di più, e l'unico che mi abbia cagato negli spogliatoi. Alle 18,30 siamo ripartiti e per circa due ore in macchina non abbiamo fatto altro che parlare di quello che avremmo voluto mangiare una volta arrivati a casa. E sabato prossimo si replica con un'altra giornata a Vicenza, questa volta è vicino a casa e parteciperò soltanto con la mia istruttrice. Riflessione: perchè mi dedico tanto allo sport, all'attività fisica? Io ho scoperto lo sport tardi, praticamente ventenne. Ho passato un'adolescenza chiuso in casa a fare i compiti (ero il classico secchione), a guardare la televisione e a mangiare patatine e schifezze varie, da noi si chiamano i momoni. Soltanto a diciott'anni, quando ho cominciato a vivere, ad uscire, a fare tante cose, tra le quale anche i primi approcci sessuali ed omossessuali, anche se allora neanche avevo capito cosa fossero, soltanto allora ho scoperto lo sport ed ho cominciato ad andare in piscina. Il nuoto è in assoluto l'attività che preferisco, perchè mi piace l'acqua, il mare, il sole. Fino all'età di 23-24 anni trascorrevo un mese e mezzo al mare a Jesolo dove avevamo un appartamento, ed è lì che ho scoperto ed ho "praticato" le mie prime pulsioni omossessuali, ma questo meriterebbe un post a parte. Comunque, venendo ai giorni nostri, oggi alla soglia dei 42 (!!!!!!) anni lo sport mi fa veramente sentire bene, mi rendo conto che è letteralmente una valvola di sfogo, mi aiuta a liberare la mente dai pensieri e dai problemi, mi rilassa, mi ha ridotto il mal di schiena (grazie alle lezioni di pilates, lo consiglio a chi ha questi problemi) ed è diventato il mio sostituto del sesso, o comunque del rapporto affettivo-fisico-chimico che generalmente si desidera avere con il proprio compagno. Almeno quest'anno. In più mi permette poi di mangiare senza ritegno e senza troppi sensi di colpa, anche se riconosco che se facessi un pò di dieta sarebbe meglio e mi permetterebbe di migliore, di sentirmi più carino. Dall'adolescenza ho ereditato il pensiero costante di essere grasso, di dover dimagrire e l'attività fisica, ma soprattutto il riuscire a fare quello che fanno gli istruttori in queste convention, bene o male, mi fa credere di essere migliorato, di essere diventato più forte e forse anche più carino. E durante le feste di Natale mi riprometto di mettere gli sci ai piedi e ricominciare a sciare, dopo un sacco di anni che non lo faccio.
Come una fotocopia Giovedì 22 novembre è stato la fotocopia del giovedì precedente: Pomeriggio di ferie, a Verona per le spesa e per le commisioni per conto di G., ma sono riuscito a sopportare il tutto con serenità in vista della giornata che avrei avuto la domenica successiva. La crisi è arrivata il 26, lunedì. Era il nostro anniversario, 18 anni che ci conosciamo, è il giorno in cui ci siamo incontrati per la prima volta, senza concludere niente, e lo abbiamo sempre ritenuto il giorno del nostro anniversario, anche se poi ci siamo rivisti un mese dopo, esattamente il giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre del 1989 ed è stata la prima notte passata insieme. Da allora ce ne sono state tante ... ma ultimamente non ce ne sono più. Allora, il 26 ho lanciato la proposta, nel pomeriggio, di uscire dal lavoro e di andare a casa di G. proprio per il nostro anniversario. "Possiamo mangiare qualcosa insieme, se vuoi ordiniamo una pizza così non devi lavorare per fare la cena, e stiamo un pò insieme". La sua risposta l'ho cancellata ma in pratica voleva dire che era meglio di no, perchè aveva da fare, non stava ancora bene ... boh, non me la ricordo neanche più. E va bene, lo so che le cose impreviste lo mandano in crisi, che con lui bisogna programmare tutto, anche il numero di volte di utilizzo del bagno, anzi in questo caso bisogna proprio dire del cesso ... comunque sono riuscito a non incazzarmi, sottolineando però che da quel momento non gli avrei più chiesto nulla. Però quando giovedì 29 si è ripetuto il solito pomeriggio, credevo che G. mi chiedesse di fermarmi da lui per la notte ed invece non è stato così. Al ritorno mi sono proprio depresso e mi sono fatto il mio bel piantino.
Ora, in questo periodo ho anche realizzato che devo cambiare lavoro perchè ho molti dubbi, incertezze sulle prospettive future dell'azienda in cui lavoro; sto spedendo C.V. e la prossima settimana un parente mi ha "procurato" un colloquio per un lavoro che si prospetterebbe allettante, da quel poco che so. Ma si tratterebbe di avvicinarmi di più a casa dei miei e di allontanarmi ancora di più da casa di G., da Verona. Ovviamente di questo non ho parlato con G. prima di tutto perchè è prematuro, devo aspettare almeno di aver fatto un primo colloquio, e poi perchè evidentemente non ce n'è l'occasione, né il tempo se non ci vediamo mai. Ho comunque deciso che almeno una sfera della mia vita mi debba soddisfare e gratificare, e visto che quella affettiva-sentimentale di coppia fa schifo visto che sono ridotto ad elemosinare qualche abbraccio e a dare qualche bacio a mia mamma, voglio che almeno quella lavorativa mi gratifichi e mi dia le sicurezze di cui ho bisogno.
In questo post sono riuscito, credo, a raccontare qualcosa in più di me, non è stato soltanto uno sfogo del momento, e nei prossimi cercherò di farlo di più.
Stamattina in macchina mi sono ricordato un film degli anni '80 in cui il protagonista maschile, un giornalista televisivo spronava la gente, chi guardava la tv ad andare alla finestra e gridare "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più". Sto raggiungendo quel limite.
P.S. per U&D: non ho più portato la macchina a lavare e non so quando lo farò. Forse poi è meglio cambiare autolavaggio?!
P.S. per Adamo: non sono poi così permaloso vero? (ex 26 e 29)
P.S. per Limbozero: non voglio assolutamente intromettermi nell'amicizia ormai intima e particolare che hai con Gift Zwerg (!) ma un salutino e un aggiornamento su come ti va e su cosa è successo al tuo ritorno dalla ferie li potresti anche dare via mail. Mi sono "sottratto" ad un rapporto telefonico, ma sarei più che disponibile a leggerti e a risponderti, di cuore. Lo so che non è la stessa cosa, ma ho le mie buone ragioni, credo di avertele spiegate. Aspetto e spero.
Un saluto

venerdì, novembre 16, 2007

Ieri ho preso il pomeriggio di ferie per andare a fare la spesa e le altre solite commissioni per G. E' ancora evidentemente raffreddato e infatti questa mattina, quando l'ho sentito, aveva un forte mal di gola e la voce strana, roca. Allora gli ho detto: "Perchè non ti accenti una sigaretta così ti passa?!!!" E' un fumatore, mentre io no, anzi.
Comunque il post di oggi ha due scopi:
1) tornando indietro, a casa, ero stranamente tranquillo, nessun avvilimento e nessun pianto, nessun senso di vuoto o di disperazione. Che abbia superato anche questa fase?
2) Nel pomeriggio di oggi ho portato l'auto a lavare vicino all'ufficio, andrò a ritirarla alle 18.30. C'è un ragazzo che lavora in questo distributore, dove vado sempre solo a lavarmi la macchina, che è proprio carino. Forse lo guardo in modo strano, perchè mi sembra che anche lui mi guardi in modo strano e quest'estate mi ha fatto una specie di battutta decisamente a sfondo sessuale, nella quale lui non era coinvolto ma comunque si sottointendeva un rapporto omosex. Ha gli occhi dolci, teneri, buoni; mi ha fatto tanta tenerezza, e poi lavorare all'aperto con questo freddo! Ma tanto io non ci capisco mai niente in queste cose e poi non saprei come e cosa fare.
Ma mi ha fatto sentire vivo, mi ha fatto desiderare di presentarmi meglio la prossima volta quando porterò l'auto a lavare. Speriamo che la prossima settimana piova. Anzi, visto che il 25 devo andare a Bologna con quelli della palestra e non si è ancora deciso con quali macchine, propongo la mia così poi avrà sicuramente bisogno di un buon lavaggio (!). Ma non avrei bisogno soltanto di quello, lo sapete molto bene. Sono più di dieci mesi che non faccio l'amore con il mio compagno e non ce la faccio più. Oh, ma questa non è una proposta ... indecente! So benissimo provvedere da solo alle mie necessità (sigh!).
Probabilmente se, e penso di si, quando Limbozero leggerà questo post penserà che mi sia bevuto qualcosa, come ha già scritto qualche giorno fa sul suo blog. No, sono solo contento che sia finita la settimana, che domani sera sarà fuori a cena per un impegno socio-mondano (età media 60 anni!) ma soprattutto che manchi poco alla manifestazione di fitness di Bologna, so già che mi divertirò parecchio, proprio come è successo quando sono andato a Riccione in ottobre.
E poi non lo so, oggi mi sento così. Certo è bello per me avere l'occasione di scrivere sul mio blog ed è ancora più importante che poi ci sia qualcuno che mi legga, e di cui poi leggo i propri blog. Grazie. Un bacio a tutti.
P.S. Non so se si è capito, ma anche se non è affatto semplice e se devo farlo da solo, io continuo a vivere e ad apprezzare le cose che posso fare.

mercoledì, novembre 07, 2007

Avrei voluto postare prima, ma ho avuto parecchio lavoro in ufficio e poi c'è stato il ponte dei morti, o dei santi, e a casa mia, al mio ridente paesello organizzano l'annuale fiera, per cui sono stato un pò incasinato. A dire il vero, in questi quattro giorni è successo tutto e niente. Ho alternato dei giorni di iperattività, di impegni e di corse a destra e a sinistra a dei giorni in cui non sono riuscito a fare nulla, neanche il letto o lavarmi la faccia: l'unica cosa alla quale non ho rinunciato è a farmi da mangiare, e a mangiare dopo! Veniamo con ordine. Giovedì visita da parenti per il pranzo, invito con "obbligo" di cucinare da parte mia e così se n'è andata mezza giornata, al ritorno a casa non ho fatto una mazza. Venerdì a Verona per prendere dell'olio in un frantoio in Valpantena, dove ho preso anche qualche regalo di Natale (quest'anno ho deciso di fare le cose in anticipo) e poi a casa di G. per la solita spesa settimanale. Solita prassi: soliti negozi, solita lista delle commissioni, a volte penso che basterebbe fotocopiarla!, soliti discorsi, soliti 5/10 minuti di conversazione, solito ritorno a casa in completa depressione, ma questa volta poche lacrimucce e la consapevolezza che avevo solo voglia di tornarmene a casa mia, o dei miei, e di ritrovare la mia casa, nonostante il casino in cui l'avevo lasciata. La notte ho dormito molto male, per cui la mattina mi sono alzato tardi, sono uscito per qualche commissione, pranzo e poi black-out. Più niente. Fino a domenica mattina ho vegetato sui divani, davanti alla televisione, guardando le solite cose in televisione o dormendo. Ma sabato notte è successo qualcosa che non era mai capitato prima. Come al solito mi ero addormentato sul divano verso le 23.00 svegliandomi poi verso l'1.30 con la schena mezza spaccata. A quell'ora mi sentivo abbastanza sveglio e allora cosa ho fatto?. Mi sono fatto una doccia, mi sono vestito e certo che G. non avrebbe telefonato sono uscito per fare un giro, in cerca di compagnia, anzi siamo sinceri, in cerca di sesso. I posti li conosco anche troppo bene. Bene. Ne è valsa la pena...
No, non è vero, è tutta una balla, vi e mi sto prendendo per il culo, per fortuna! Una volta l'avrei fatto, anzi più di una volta l'ho fatto in passato e non è mai servito a niente, e sono sicuro che se non l'avessi fatto, le cose con G. sarebbero andate diversamente o perlomeno mi sarei sentito meno responsabile della situazione in cui viviamo, per cui non l'avrei accettata per così tanto tempo e quindi non sarei costretto a vivere come ora e come stiamo vivendo. In realtà, ho guardato un film americano abbastanza carino su rai 1 che è finito verso le 3.00 di mattina. A questo proposito, mi chiedo perchè quelle poche cose decenti che varebbe la pena di guardare in tv le trasmettono sempre ad orari impossibili. Poi mi era evidentemente passato il sonno, per cui mi sono rigirato nel letto per circa mezz'ora se non di più. Cercando di non pensare. Poi è scattato l'interruttore, ha fatto click, definitivamente. E ho cominciato a piangere, proprio con i lacrimoni grandi e quella specie di singhiozzo che non so definire, quei pianti disperati che fanno i bambini e per i quali ti chiedi cos'hanno da disperarsi in quel modo. Saranno passati dieci minuti, un quarto d'ora, non lo so di preciso. Ed ho capito, o penso di aver capito. Non sono felice, non sono soddisfatto della vita che faccio: ho un lavoro che non mi soddisfa, non so se potrei aspirare a qualcosa di più, credo di si, l'unico aspetto positivo è che nessuno mi rompe le balle, ho un ruolo quasi completamente autonomo. Ho un rapporto affettivo che fa CAGARE!!! Ho un compagno da quasi 19 anni, che per evidenti e legittimi motivi non ha fiducia in me, anche se ultimamente mi sembra ne abbia visto che mi ha lasciato andare a Riccione da solo, e poi ci sarei andato lo stesso perchè è stato lui a non volermi accompagnare (sarebbe dovuto uscire di casa). Pur vivendo con il mio stipendio io vivo dai miei, ovviamente all'oscuro di tutto, e lui vive a casa sua, lui non lavora da non so più quanti anni 6-7 o di più ed ha 57 anni (!) non esce di casa da 4-5 anni, e dall'inizio di quest'anno per un sacco di motivi non facciamo più l'amore, non facciamo più sesso e soprattutto non ci abbracciamo più, non ci tocchiamo più, non ci guardiamo più negli occhi ... da maggio non abbiamo più dormito insieme e non abbiamo più mangiato insieme. Quindi ho un rapporto che fa cagare. Dividiamo, anzi prendo in consegna le bollette, la nota della spesa e poi riconsegno tutto, se serve qualcosa che sia in grado di comperare per lui la compero e la consegno. Dividiamo i suoi grazie e io mi tengo i miei pensieri, le mie preoccupazioni e le mie insoddisfazioni, meglio la mia disperazione. Certo, ne avrà anche lui, ma non ne vuole parlare, quando inizio il discorso che dobbiamo parlare e dobbiamo prendere delle decisioni, trovo un muro.
Allora già da qualche settimana ho cominciato a premere per ottenere una cena e un fine settimana insieme da lui; le settimane scorse aveva l'influenza e stava male, vediamo cosa si inventerà per le prossime. Soltanto che ho deciso che non starò più ad aspettare. Per il 17 accetterò un invito ad una cena ufficiale alla quale non potrebbe partecipare e per il 25 vado a Bologna ad una manifestazione di fitness con quelli della palestra e così pure per l'8 dicembre, ma questa volta vicino a casa. Voglio vedere se riusciremo a passare qualche giorno insieme nel mese di dicembre e per le feste di Natale; se così non fosse, ho già deciso che mi farò qualche giorno in montagna dai miei, se ci sarà la neve, o in alto adige da mia zia. Dopo un sacco di anni, voglio rimettere gli sci.
Ritornando al weekend, la domenica ho dovuto recuperare tutto quello che non avevo fatto gli altri giorni, per cui pulizie e lavatrici a tutto spiano, dalla mattina alla sera tardi come una casalinga molto, troppo disperata. Ciliegina della serata: alle 21.30 arrivano i miei dalla montagna che devono ancora cenare e quindi hanno mangiato con me. Che bello che è vivere ancora in famiglia! Resisterò fino alla fine dell'anno, poi le cose dovranno cambiare, o in un senso o nell'altro. Convivenza o separazione, definitiva.
Dopo i fatti, veniamo alle riflessioni che cercherò di fare sulla base di quello che avete scritto. Prima di tutto grazie a tutti quelli che mi hanno letto e che mi hanno lasciato una traccia del loro pensiero, che sia al quadrato oppure no. Il motivo per cui in questo momento sono qui a scrivere credo sia facile da capire, non ho altri ai quali poter raccontare come stanno realmente le cose e quelle poche persone che ne sono a conoscenza, qualcuno c'è, mi giudicano credo un pazzo o un demente. Quindi per me è uno sfogo, irrinunciabile, ed è un modo per costringermi a riflettere sulla mia vita, per farla scorrere davanti ai miei occhi e poter pensare più o meno obiettivamente a quello che mi accade. A dire il vero ho preso l'idea dalla serie tv "Sex and the city", che mi faceva compagnia la domenica sera quando abitavo a Venezia un bel pò di tempo fa. Avevo pensato di usare lo stesso sistema, usare la mia vita e le mie esperienze per trarre considerazioni più generiche, estensibili anche agli altri, ma ho peccato di superbia, visto che non riesco nemmeno ad uscire dal mio piccolo "io".
E' evidente anche a me che sono soltanto io che do in questo rapporto e questo mi pesa sempre di più. Lo potrei anche accettare se sentissi che comunque anche G. ci crede, se vedessi che anche lui vuole stare con me, se stare insieme per un'ora, una sera, per tre giorni non diventa un problema, ma un sogno, una speranza, una necessità. Mi viene in mente quando tanti anni fa facevamo veramente l'impossibile anche solo per passare un pomeriggio insieme a fare l'amore e a parlare, a farci le coccole e ad assaporare la tenerezza e la dolcezza dell'altro.
Non so per quanto tempo riusciremo a tirare avanti in questo modo. Certe volte penso che, pur sapendo che anche G. stia facendo una vita di merda, per certi versi (questa espressione non riesco più a togliermela dalla testa) lui stia vivendo bene. Chiuso in casa non deve raffrontarsi con preoccupazioni, stress, pensieri, input varii, anche "stimoli" sessuali, che normalmente si devono sopportare o che si incontrano nella vita quotidiana. E' come se preferisse vivere senza particolari stimoli, senza desideri, senza aspirazioni, senza entusiasmo (grazie Limbo, ci azzecchi sempre?). Non so se la convivenza possa essere la soluzione a questa nostra situazione, a dire il vero non lo credo fino in fondo, soprattutto perchè non credo che G. sia disposto o sia capace di "sopportarmi" a casa sua, in pianta stabile, ma io non sono in grado di mantenere da solo due case. Per questo ho deciso di parlare a mio fratello, tanto mi sono già abbondantemente sputtanato ai suoi occhi, e di chiedergli se mi da una mano a trovare un lavoro per G. Se lui avesse un lavoro potrebbe essere autonomo e staremmo insieme consapevolmente, liberamente; perchè in fondo in fondo, raschiando il fondo del barile, mi domando se stiamo insieme perchè lui non ha un'alternativa, non ha nessun'altra possibilità. Lui si libera la coscienza dicendomi che sono libero di andarmene quando voglio, di pensare soltanto a me visto che non è capace di affrontare niente della sua vita o meglio della sua non vita, ma come è possibile abbandonare una persona che ami, alla quale vuoi bene, così, completamente sola, senza niente, senza nessuna possibilità di andare avanti. Non so se sia ancora amore, se sia solo affetto, di sicuro non è soltanto senso di responsabilità, anche perchè penso di aver "espiato" le mie colpe e i miei sbagli. E poi ho sempre pensato e penserò sempre che non serve a niente pensare al passato, a quello che è stato e non crediate che G. non abbia fatto anche lui i suoi errori e non abbia anche lui le sue responsabilità. Comunque, alla fine di tutto c'è un'unica questione, vale a dire che io non ce la faccio più a vivere in questo modo, mentre anche se la stessa cosa la dice anche G. e da tanti anni, non vedo nessuna reazione da parte sua, se non quella di negarsi sempre di più. E allora, come ha capito Cornflakesboy, ho paura di essere la goccia che faccia traboccare il vaso. E non vorrei perdere una persona buona, dolce, tenera, generosa e che era una persona meravigliosa, un bambino incantato che non ha la forza di rialzarsi da solo, ma temo nemmeno con me. Forse sbaglio qualcosa o forse sono proprio io la causa di questo?
Si accettano tutti i consigli, i pareri e le idee dati col cuore.
Umberto

martedì, ottobre 09, 2007

Quando rileggo i post che ho scritto mi chiedo sempre perchè non riesca a scrivere e far capire del tutto quello che in quel momento sentivo, provavo e pensavo, e mi dico che sono proprio un imbranato.
In queste settimane non sono successe grandi cose e la mia vita, e la vita di G. (quale vita?) sono andate avanti come al solito. Uniche novità: il frigorifero che continua a perdere acqua, la caldaia che non funziona bene e dei lavori idraulici e di muratura che bisognerebbe fare nel bagno, il tutto a casa di G. Questi 3 lavori, che G. rimanda da un sacco di tempo per ovvi motivi (economici e gestionali, perchè svolgerli in contemporanea sarebbe un vero casino) sono stati la sua scusa per evitare di venire con me a trascorrere un veekend allungato a Riccione; mi sono iscritto ad una manifestazione di fitness che si terrà il 20 e 21 ottobre e speravo di poter passare 3-4 giorni con lui, giorni di sport per me e di relax e passeggiate in spiaggia per noi. Proprio la settimana scorsa mi ha detto che non vuole venirci: speravo proprio potesse essere l'occasione per uscire di casa e per stare insieme sereni e tranquilli, e magari per riscoprire se c'è ancora della passione, dell'attrazione fisica/sessuale. A questo proposito, G. mi dice che non ha più nessuno stimolo, non è che a 57 anni si possa perdere il desiderio? Ma questo è un altro argomento.
Comunque, per ritornare a quello che dovrebbe essere l'argomento di questo post e visto le domande che mi sono state fatte, soprattutto dal boxer-arancio-canarino (!) vedi post Limbozero, cercherò di fornire degli altri elementi.
Come ho già detto G. ha perso il lavoro 6-7 anni fa. Le ragioni sono state diverse; in breve, si può dire che sia dipeso da:
- all'inizio, il cambiamento di ruolo lavorativo (in un ente pubblico) che ha impedito a G. di svolgere una specie di 2° lavoro, che gli permetteva di vivere abbastanza agiatamente;
- a questo punto sono iniziate le prime difficoltà economiche;
- poi sua madre, che viveva con lui, ha avuto gravi problemi di salute e lui si è preso un periodo di aspettativa per seguirla a casa, finchè non è più stato possibile ed allora è stata ricoverata in una casa di cura per anziani. Ha vissuto malissimo questo momento;
- poi c'è stato un processo penale, una vera e propria farsa montato da una stronza che non aveva vinto un concorso, che in realtà era "truccato", e nel quale G. è stato coinvolto in quanto facente parte del comitato di valutazione;
- superato tutto questo, al rientro al lavoro c'è stato un secondo spostamento di lavoro (che devo dire sarebbe stato anche legittimo e comprensibile quando un datore di lavoro si trova a dover sostituire per un lungo periodo un proprio dipendente), ma questo nuovo ruolo non piaceva a G., non riusciva a farlo, oppure per quel breve periodo in cui c'ha provato gli hanno fatto anche del mobbing.
In tutto questo arco di tempo, a contorno, ci sono stati dei sempre crescenti problemi economici e dei periodici alti e bassi fra di noi, dovuti prevalentemente, purtroppo non l'avessi mai fatto, a delle periodiche corna che io gli facevo andando in cerca di qualcun altro, a volte ricambiate, a volte fatte quando stavamo insieme, a volte fatte quando non stavamo insieme. Bisogna essere onesti, non voglio prendere in giro nessuno.
Tutto questo ha fatto si che G. si sia di nuovo ammalato di depressione, ma non ne era guarito visto che non si guarisce mai da questa malattia, con attacchi di panico, crisi respiratorie, crisi di sonno etc. Credo che la situazione si sia abbastanza stabilizzata e calmata quando alla fine del 2002 abbiamo cominciato a convivere, anche se in sostanza limitatamente a 4 sere alla settimana, dal lunedì al giovedì, mentre i fine settimana continuavo a passarli dai miei.
Il primo anno ho provato a spingere G. a cercare un altro lavoro, gli prendevo il giornale e gli segnavo anche gli annunci che secondo me potevano interessarlo; in quel periodo anch'io poi dovevo cercare un altro lavoro, quindi cercavo di fare la cosa insieme e per tutti e due. Poi ho capito che non gli interessava ed ho lasciato perdere. L'unica cosa che fa, ma da tanto tempo, praticamente da quando ha cominciato a stare a casa, è quella di pulire la casa, è il suo unico scopo ed interesse. Già era maniaco della pulizia e dell'ordine prima di tutto quello che è successo, ma poi lo è diventato ancora di più, anche se pensavo potesse essere impossibile.
Giovedì scorso, pomeriggio: sono andato a fare la spesa per G., vado in tutti i negozi e prendo quello che trovo sulla lista, è la spesa per la settimana, visto che tornerò giovedì o sabato prossimi. Porto la spesa su, sulla porta e lui se la porta dentro. Poi suono per entrare in casa: mi porta le ciabatte, tolgo le scarpe ed entro in ciabatte.
G: "Non toccarmi niente,eh! che sto facendo le pulizie ed ho tutta la casa per aria"
U: "Ho soltanto bisogno di andare in bagno un attimo e poi se mi dai un bicchiere di acqua perchè fuori c'è caldo e ho sudato"
G: "Si ma tu non toccare niente, non toccare gli interruttori, faccio io"
Vado in bagno, ma devo avere le mani proprio sporche. No, è sempre così. Andiamo in cucina. Parliamo di Riccione, delle bollette da pagare, di suo nipote, di quando tornerò la settimana seguente. Bevo l'acqua, mi da lui il bicchiere già pronto. Sono passati 15 o 20 minuti. Bene, devo ripartire.
U: "Mi accompagni alla porta che devo andare?"
G: "Si ma aspettami, che ti apro io il portoncino"
U: "Ma devo avere proprio la rogna sulle mani! Ma come fai con la roba della spesa visto che l'ho presa in mano?!"
Disperazione. E' sempre così.
Di solito, nei mesi scorsi, quando scendevo le scale e poi partivo, quando nessuno poteva vedermi, mi mettevo a piangere, dietro gli occhiali da sole. Lontano dagli sguardi delle vicine, delle vecchiette impiccione che quando arrivo di solito fatalità sono sempre li vicino all'ingresso del condominio.
Ora sono diventato più forte, o forse meno sensibile, non lo so.
So di volergli bene, so di amarlo, certo non è lo stesso sentimento che sentivo 10, 15 anni fa, quando solo vederci era sufficiente ad eccitarmi, a desiderarlo, a voler sentire il suo profumo e la sua bocca. Ora lo vedo tenero, fragile, solo. Purtroppo però, com me è sempre più nervoso, irritato, freddo, distante. Che possibilità abbiamo di stare insieme continuando a vivere così? Per quanto mi riguarda l'unica possibilità che io vedo è quella di vivere insieme, ma è come se io gliela imponessi, lo costringessi a sopportare la mia presenza.
Sono arrivato alla conclusione che se non riusciremo a vivere insieme, non a sopportarci, allora tornerò a casa dai miei, impegnandomi a continuare a mantenerlo, ma ritenendomi completamente libero di fare quello che voglio. E' sempre stato molto orgoglioso, spero di non dover arrivare a tanto.

martedì, settembre 18, 2007

E' il 18 settembre, è passato anche il mese di agosto e le relative non-ferie e vediamo che cosa è successo in questo periodo, aggiungendo dei piccoli dettagli che possano chiarire meglio la situazione. Intanto è stata una fortuna il fatto che non siamo partiti perchè alla metà di agosto un nipote di G., l'unico che lui frequenta e al quale vuole un casino di bene, di 16 anni ha fatto un incidente in moto e ci sono voluti più di dieci giorni per capire quale fosse la situazione e quali possobilità di recupero ci potranno essere. Allo stato attuale il ragazzo è in rianimazione, gambe bacino e un braccio rotti, naso rifatto, ustione ad un braccio, ma il problema sono state delle emorargie interne, alcune alla testa, che si sono riassorbite da sole(?) e che allo stato attuale non si capisce se e quali danni possano aver causato al cervello. Scusate se non userò la terminologia corretta ma non sono del settore. Ora, il ragazzo si è risvegliato dal coma farmacologico indotto, ma non riconosce nessuno e non ricorda niente. Mi si dice che è come ritornato un bambino di due anni. Intanto aspettiamo.
Di fronte a questa situazione G. ha reagito come al solito nel modo sbagliato, nel senso che l'unica cosa che ha saputo fare è stata quella di prendersela con me: qualsiasi cosa dicessi, qualsiasi informazione chiedessi, insomma qualsiasi cosa non andava bene. Dopo questo primo periodo gli animi si sono calmati, forse la situazione è stata "accettata" e anche lui ha capito che prendersela con gli altri o con il mondo intero non serve a nulla, ma che l'importante è cercare di fare qualcosa per aiutare suo nipote e la sua famiglia. In questo periodo io ho fatto il possibile, ma non nascondo che mi sono concesso un paio di giorni in montagna a casa dei miei per recuperare un pò di relax, anche se quei due giorni mi hanno fatto capire quanto io non possa più convivere con i miei. Anche perchè, come al solito, quando G. ha un problema o sta male non mi vuole vicino.
Questo fatto ha comunque prodotto una cosa positiva: dopo circa 4/5 anni durante i quali G. non usciva più di casa se non una volta sola per andare a tagliarsi i capelli, adesso ha l'intenzione di uscire per andare a trovare suo nipote in ospedale, non subito, ma appena possibile.
Ora vi chiederete che cosa può voler dire questa cosa. Rispondo subito. G. non lavora più da circa 6/7 anni e da quel momento si è praticamente chiuso in casa, dedicandosi soltanto ai lavori domestici. I motivi all'origine di questo sono diversi e meritano un post specifico, ora voglio descrivere soltanto i fatti perchè alla base ci sono tante considerazioni da fare. Non lavorando più e non uscendo più di casa, sono io che penso a tutto, dal lato economico fino "ai rapporti con l'esterno". Ovviamente il fatto che ci separino circa 100 km è un problema, aumentato dal fatto che non convivendo in modo stabile e regolare, ma fermandomi a casa sua soltanto per alcune sere alla settimana (ed è addirittura da maggio che praticamente non dormo più da lui) e vivendo il resto della settimana a casa dei miei, la situazione per quanto mi riguarda è diventata insostenibile. Ora, io avevo posto un termine entro cui trasferirmi definitivamente da lui, la fine di settembre. Per quello che è successo e per dei lavori che devo finire abbiamo deciso di spostare la cosa alla metà di ottobre. A questo punto devo confessare che ho molta paura di quel momento, perchè mi chiedo se riusciremo a stare di nuovo insieme, con la serenità e con l'amore che mi sono sempre immaginato ci sarebbero stati nella nostra casa. E d'altra parte, nella situazione attuale non vedo quale altra soluzione possiamo adottare, visto che in pratica ha rinunciato a cercare un altro lavoro già da tempo. La mia paura è che io voglia vivere con lui, ma che lui non voglia vivere con me e che lo faccia soltanto perchè costretto dalla situazione in cui si trova. Quando io sono da G., a casa sua, lui si occupa di tutto quanto, fa tutto quanto lui, non perchè io non sia capace o non voglia fare niente, ma perchè solo lui sa fare (voglio dire che solo lui sa pulire, sa cucinare, sa lavare...) e nessuno è bravo quanto lui. Ovviamente vivere così è pesante, per lui che si deve occupare di tutto e per me che mi sento un incapace, e vi assicuro che non lo sono.
Quindi mi domando se riusciremo a vivere insieme, se i nostri sentimenti saranno più forti della costante sopportazione che si deve mettere in conto quando due mondi umani diversi decidono di fondersi, e se riusciremo a costruire qualcosa di stabile e di duraturo. E non voglio più accontentarmi di qualche sera, proprio perchè la vita e troppo corta e incerta. Domani potremmo non esserci più, quindi è meglio cercare di vivere al meglio e questo per me vuol dire viverla con le persone che amo, e vorrei che al primo posto ci fosse G. Vedremo.

venerdì, agosto 10, 2007

E' il 10 agosto, finalmente l'ultimo giorno di lavoro ufficiale in ufficio. Visto che le tanto agognate ferie, così come erano state programmate, sono saltate grazie a quella testa di ..... di G., la prossima settimana potrò sistemare dei lavori extra che avevo messo da parte da un bel pò, tentare di finire un bel libro che ho già iniziato e lo vorrei fare ai bordi di una piscina prendendo un pò di sole e qualche bella nuotata e, per non esagerare, vorrei anche iniziare a studiare per fare un esame a settembre. In teoria poi, a fine mese vorrei concedermi una settimana in Alto Adige, a mangiare strudel, speck e canederli e tanto sole con delle belle passeggiate. G. non è un grande camminatore e non può venire in Val Gardena perchè l'altitudine è troppo elevata, ha problemi di circolazione, non solo nel cervello (!). Comunque, per un pò non so se e quando potrò accedere al mio blog e a quelli che di solito mi diverto a leggere. Quindi voglio fare gli auguri a tutti quelli che passeranno di qui ed in particolare ai pochi lettori assidui che si affacciano sul mio blog: prima di tutto a Limbozero, è doveroso sei il primo che mi ha dato e che continua a darmi retta, poi Cornflakesboy, Bludevil, Ctrullo, Wozzeck e Freestate (neovisitors!). Grazie per quello che scrivete. Buone vacanze a tutti! Con sincero affetto.
P.S.: non so come mai ma oggi mi sento particolarmente sensibile e predisposto all'affettività/tuosità, senza secondi scopi lo garantisco. Ciao

mercoledì, luglio 25, 2007

Questa mattina ho deciso di prendermi un po' di tempo per aggiornare il mio blog. Sarebbero molte le cose da dire, ma vediamo di concentrarci su quelle importanti.
Prima di tutto voglio dire che è veramente strana la sensazione che si prova nel rileggere i propri post scritti un pò di tempo fa, ci si ricorda quello che si provava e si pensava in quel momento e ci si rende conto di quanto le cose possano nel frattempo essere cambiate, se lo sono. Per quanto mi riguarda, la mia situazione personale non è cambiata per nulla, anzi ho ricevuto una delusione in più che poi vi racconterò, ma mi sento molto spesso ed oggi in particolare, ottimista ed allegro, pur non avendone particolare motivo, anzi!
In secondo luogo, in queste settimane ho comunque continuato a leggere i blog ai quali mi sono affezionato e ho capito che provo un pò di invidia per la vita degli altri, piena di impegni, di cose da fare, di viaggi e di gratificazioni personali, ma anche per la "semplice" capacità di alcuni di scrivere, di raccontare i propri sentimenti ed emozioni oppure per le capacità tecniche di gestire i propri blog, ad esclusione di quando si cancellano i messaggi o si inseriscono degli insetti isterici che dovrebbero essere delle cocinelle portafortuna (!!!). Ogni riferimento a fatti, animali od errori di terzi è puramente casuale.
Comunque venendo a me, in questo periodo sono stato particolarmente preso dal lavoro e dal tentativo di organizzare le nostre vacanze, mie e di G. Dico dal tentativo perchè dopo tre settimane durante le quali nei ritagli di tempo cercavo alberghi dove andare per trascorrere una quindicina di giorni tra Vasto e Riccione, ma guardate che non sono io quello difficile da accontentare, mi sono sentito dire da G. che con questo caldo non ha intenzione di muoversi dalla sua città e che vuole rimanere a casa. A dire la verità avevamo già deciso di fare una settimana di vacanza in settembre o in ottobre, ma questo suo rifiuto mi ha veramente spiazzato per i seguenti motivi:
1) non abbiamo mai fatto una vera vacanza insieme e dopo diciotto anni credo che fosse arrivato il momento;
2) speravo che fosse veramente l'occasione per stare insieme e poterci ritrovare;
3) avevo, ho proprio bisogno di andare in vacanza e di ricaricarmi, di passeggiare al mare e di gustarmi il calore del sole sulla pelle;
4) avevo organizzato di andare a riccione al ritorno perchè volevo partecipare a una convention di fitness alla fine di agosto, per la prima volta, giusto per vedere come era organizzata;
5) poichè almeno una settimana di ferie me la voglio concedere, l'unica cosa che posso fare a questo punto è quella di andare una settimana circa in alto adige a casa di una mia zia, e gustarmi il fresco e lo strudel di quelle parti, ma da solo, perchè G. non può venire "ad alta quota" per problemi di circolazione. Fantastico!!!
6) infine, la settimana che avremmo dovuto fare più avanti non so se potremo mai farla perchè in settembre devo concentrarmi sull'obiettivo di cambiare lavoro e di trasferirmi definitivamente a casa di G. oppure ritornare dai miei, e poi metter su casa da solo, e quest'ultima scelta dipende da come andranno le cose con G. e da quali concrete possibilità professionali mi si presenteranno.
E' tutto chiaro? Insomma, vivo ancora nella solita instabilità e mobilità di sempre, dividendomi tra una città ed una casa da una parte ed una città ed una casa dall'altra. Ma di questa situazione sono proprio stanco, non ho più trent'anni, ed ho avvisato G.
Probabilmente adesso vi starete chiedendo il motivo per cui non sono arrivato prima ad affrontare e a decidere per una convivenza a tutti gli effetti definitiva. I motivi, o le colpe, sono diversi ed imputabili sia a me sia a G. Prima di tutto, negli ultimi dieci anni mi sono ritrovato a dover cambiare più di un lavoro e di una città e nell'ambito della stessa esperienza lavorativa, ho dovuto anche qui traslocare più di una volta, per cui non c'era il tempo e l'energia di affrontare una convivenza stabile; in secondo luogo e di conseguenza, mantenere come punto di riferimento la casa dei miei era una necessità ma anche una convenienza, perchè mi permetteva di rinviare un distacco definitivo da motivare con una convivenza gaya. A questo proposito mi chiedo se riuscissi ad andare a convivere con G. a casa sua, dovrei dirlo ai miei genitori oppure come sto già facendo da ben quattro quasi cinque anni, ma solo per una parte della settimana, potrei stare fuori senza che loro sappiano la verità e mi credano convivente con altri "lavoratori fuori sede"? MI sembra pazzesco che a quarant'anni mi chieda queste cose, ma purtroppo quando a venticinque ho avuto la mia grossa crisi di identità gaya volevo dirgli tutto ma qualcuno mi ha consigliato di non farlo e a questo punto servirebbe soltanto a farli stare male, anche se potrebbero forse capire tante cose che poi sono successe. Ma a settant'anni i genitori sono in grado di capire?
Infine, la nostra convivenza è stata sempre rinviata perchè G. è un maniaco, secondo me, della pulizia, dell'ordine e dell'organizzazione, mentre io sono una persona normale, anche se a detta delle altre persone che mi conoscono sono anch'io un precisino. Certo non arrivo a stare in piedi fino alle tre di notte per avere la casa in perfetto ordine, non arrivo a pettinare le frange dei tappetti perché stiano perfettamente dritte, non arrivo ad evitare di stendermi sul divano a guardare la televisione perché non si rovini etc etc etc .... Ho reso l'idea?! Ecco allora che la convivenza quotidiana con una persona simile, per quanto generosa, simpatica ed affabile possa essere diventa qualcosa che ti logora, che ti irrita. Ma non posso pensare di restare a vita i fidanzatini che si vedono per alcuni giorni la settimana.
Il vero problema che mi rode dentro in fondo in fondo credo sia proprio questo: ho paura che vivere insieme non sia possibile, che si possa trasformare in un inferno, soprattutto perché G. non capisce che è lui che dovrebbe modificare questo aspetto della sua vita, anche se un pò l'ha fatto, ma non abbastanza. E se la cosa non funzionasse allora non ci resterebbe che separarci di casa e poi sentimentalmente, ne sono sicuro. Allora, quando anni fa ci siamo mollati, in diverse occasioni, abbiamo sbagliato poi a ritornare insieme se alla fine non riusciremo ad essere la coppia che vorrei?

mercoledì, giugno 13, 2007

Come vi avevo avvisato, è da un bel pò che non scrivo sul mio blog ed ho appena il tempo di leggere quei 5-6 blog che "frequento" abitualmente. Nel frattempo non sono successe molte cose, a parte una brutta discussione con relativa crisi "coniugale" che ho avuto con G. a causa di una serie di telefonate che ha tentato di farmi una sera dalle 20.30 alle 21.30 alle quali non ho risposto per una serie banale di motivi (passa l'aspirapolvere, vai in garage a sistemare la roba della palestra etc....) e per le quali sono stato immediatamente accusato di corna a destra e a sinistra. Queste accuse penso siano il risultato del fatto che oramai sono passati ben 164 giorni da quando abbiamo fatto l'amore, cioè esattamente la notte/mattina dell'ultimo dell'anno, escludendo un piccolo intermezzo di qualche mese fa, e a G. sembra impossibile che io sia rimasto tutto questo tempo senza andare a caccia di ..... (avete capito benissimo di cosa!). Eppure è così. Ovviamente questa astinenza crea delle tensioni, delle incomprensioni e dei problemi che forse potete immaginare.
Questa notte non riuscivo a dormire e allora verso le 3.00 mi sono alzato: ho acceso il televisore e su un canale skyiano mi è capitato di vedere l'episodio di un telefilm americano decisamente gaio, mi sembra si intitolasse "Queer as folk made in Usa" (non dormivo a casa mia ma fuori, diciamo per motivi di lavoro). Ad un certo punto c'è stata una scena di sesso molto soft, gradevole in cui non si vedeva nulla di forte, ma si faceva capire cosa stava succedendo fra i due protagonisti, proprio carina, quasi tenera, in cui si scambiavano soprattutto carezze e baci. Beh, allora mi sono reso conto quanto mi mancano queste cose, queste sensazioni e mi sono chiesto se G. sia la persona con cui posso e voglio ancora fare queste cose, che sono diventate ormai soltanto un ricordo. Siamo talmente presi dalla quotidianità e dai problemi che la sfera sessuale-sentimentale-affettiva è caduta completamente nel dimenticatoio. Io mi sono lamentato di questo anche troppo, tanto da sentirmi dire che se continuo a fare certi discorsi e a lamentarmene gli faccio passare completamente la voglia. Ma facendo poi delle riflessioni un pò più profonde mi sono chiesto se il nostro rapporto non sia diventato una sorta di vincolo affettivo come quello che lega due familiari, due fratelli e non due amanti. A complicare le mie sensazioni e i miei pensieri ha partecipato anche la consapevolezza che il rapporto, o meglio il mancato rapporto con G. è l'unico canale, l'unico modo con cui io vivo la mia omossessualità e non "praticandolo" credo di cominciare ad avere una crisi di identità. Sul lavoro nessuno conosce la verità (ambiente praticamente maschile con una mentalità anni '50, è meglio evitare e poi non sono così coraggioso!), con i familiari alcuni sanno altri no, ma per il quieto vivere, scelte di vita che ho fatto e non sono state condivise e per la mancanza di tempo che ci impedisce di frequentarci veramente, anche quelli che sanno fanno finta di non sapere o comunque non se ne parla; infine non frequento/tiamo nessun ambiente o locale, nessun amico ed anche in palestra ho la "fama" immeritata di essere etero. Onde per cui non vivo più, non sento più la mia dimensione omo ma anzi praticamente io sembro agli altri e forse anche a me, un etero. Scherzando ho cominciato a dire a G. che per fare sesso mi toccherà diventare etero e che ho già individuato nella mia insegnante di fitness - donna donna ma decisamente maschile - la mia futura "patner".
Le conclusioni di questo lungo discorso quali sono?
1) Che voglio tanto bene a G. ma non so più se possiamo essere una coppia o se stiamo insieme per affetto o per abitudine;
2) Che sono stanco di nascondere chi e come sono ma mi rendo conto che è impossibile essere me stesso nell'attuale posto di lavoro;
3) Che ho una vita sociale che fa schifo, per vari motivi, e che questo non mi sosddisfa;
4) Conclusione finale: credo che non ci sia niente in questo momento della mia vita che mi rende felice e soddisfatto. Quindi bisogna cambiare.
Ho deciso di provare seriamente a cambiare lavoro, anche se a 40 anni non è facile.
Ho deciso di concentrarmi e di sforzarmi quest'estate per portare a termine un progetto iniziato tanti anni fa e che poi ho abbandonato quando ero ad un passo dal termine, l'università.
Quando avrò risolto queste due cose, almeno una delle due, in modo da semplificare la mia vita di tutti i giorni, sarà la volta di affrontare seriamente ed onestamente il mio rapporto con G. Spero che le vacanze che faremo assieme, anche se saranno poche e non ancora programmate, ci permettano di ritrovarci, di farci tornare quelli che eravamo l'uno per l'altro o che ci costringano ad ammettere quello che ho paura siamo diventati, due buoni fratellini (!).
In fondo in fondo quello che credo sia successo è molto semplice: in questi 18 anni io sono cambiato, ho fatto un percorso, ho fatto molta strada, a volte sono andato in avanti a volte sono andato in dietro, a volte mi sono comportato bene, altre volte, e non poche, molto male. Ma sono comunque cambiato, cresciuto. G. non è stato al mio passo, non è cambiato quasi in nulla e quei pochi cambiamenti che ha fatto sono stati causati da eventi, fatti che l'hanno travolto, per cui sono stati tutti vissuti passivamente, quindi molto male. Peggiorando la sua vita, logorando la sua anima.
E il nostro rapporto si è appiatitto, ha perso colore e intensità.
Sarà possibile recuperarlo?
Un'ultima cosa: il mio blog, a differenza di altri, contiene soltanto pensieri, riflessioni e racconti strettamente personali, un pò perchè non avrei altri a cui raccontare queste cose, un pò perchè non avrei altro di cui parlare. Dei fatti quotidiani che si leggono, che sappiamo (Dico, fatti di cronaca, notizie varie) ne sento parlare così tanto che qui preferisco il silenzio, ma questo non vuol dire che io non ne abbia un'opinione, che non mi producano delle incazzature, in genere è così. Ma almeno qui voglio la libertà di parlare, di raccontare con serenità la mia vita o quello che credo sia la mia vita.
P.S. ad personam per Limbozero: grazie per la tua dedica, ma in questi giorni mi è impossibile ascoltarla, appena avrò sentito il pezzo ti dirò. Sei stato molto gentile. Belli i tuoi post più recenti, soprattutto quello con i verbi all'infinito e la poesia, il pezzo dell'incontro a due. Visto che tu sei un tipo molto cerebrale e colto, non lo dico per prenderti in giro, mi puoi segnalare dei libri gay che valga la pena di leggere, se ne conosci? Fra poco è il compleanno di G. e lui legge molto. Ah, mi raccomando che non siano come la segnalazione di Matteo che mesi fa ha scritto di un libro, mi sembra un regalo del suo fidanzato, che ho a mia volta regalato a G. e per il quale mi sono sentito dire:"Non voglio storie di pedofili". Grazie, ciao.

lunedì, maggio 14, 2007

E' da parecchio che non scrivo più sul mio blog, ma sono stato parecchio impegnato sul lavoro e su altri fronti. Questo è il periodo più intenso per il mio lavoro e se per questo non sono e non sarò tanto presente spero che mi perdoniate, soprattutto tu Limbozero, che sei praticamente l'unico mio lettore. Comunque, nei ritagli di tempo ho continuato a leggere i blog che di solito "frequento" e devo dire che ci sarebbe molto di cui parlare, troppo, e proprio per questo ho dovuto lasciar perdere, rinviare. Oltretutto in questo periodo sto maturando le seguenti tre idee-necessità-speranze:
1) cambiare lavoro, cercando di avvicinarmi alla città dove abita G. e soprattutto trovando un'occupazione più stimolante e gratificante, sotto tutti i punti di vista;
2) cambiare macchina, e qui mi sa che ci metterò una vita perchè non so quale prendere e perchè non ho il tempo di andare in giro a concessionari;
3) fare dei controlli medici che sto rinviando da gennaio e che ormai non posso più prorogare;
4) risolvere dei problemi di salute non gravi ma abbastanza seri di G., che mi fa penare non poco perchè non vuol nemmeno fare le relative visite mediche.
Oltre a questi impegni, la cui indicazione non corrisponde necessariamente all'ordine di priorità, vorrei poi riuscire a programmare delle vacanze decenti per quest'anno (ho tanta voglia di andare al mare nel meridione e se avete dei consigli scrivete, scrivete e scrivete!) ed infine vorrei cercare di seguire una sana dieta in modo da rimettermi un po' in forma. Non è che sia ingrassato, ma comincia a venirmi la crisi dell'effetto "mese di agosto non si va più in palestra" e la pancia sfugge da ogni controllo, sostenuta da tutto quello che il caldo mi fa e mi farà bere in più.
Per quanto riguarda la sfera più strettamente personale, con G. tutto procede bene, anche perchè ci vediamo pochissimo, passando insieme al massimo mezza giornata alla settimana: le cause sono molteplici e vanno dai problemi di salute di G. ai problemi pratici che abbiamo a casa sua e che ho io a casa mia. In più il caldo mi ammazza, avendo la pressione bassa, e quindi il mio ritmo vitale ha già cominciato a rallentare viste le temperature che abbiamo da una decina di giorni.
Comunque, in settimana spero di postare qualcosa e intanto saluto tutti. A presto. Ciao Limb.
Aggiunta del giorno dopo: oggi il mio collega siciliano mi ha fatto assaggiare 1/2 cannolo siciliano portato su dai sui parenti in visita in questi giorni. C'è una parola sola per descriverlo: LIBIDINE!!! Saranno state 3600 calorie, ma ne valeva la pena. Per non parlare della pasta alla norma. Pensa che quando lavoravo a Venezia circa 5 anni fa chiedevo a una mia collega, mi sembra fosse di Palermo, di portarmi delle confezioni di quel sugo già pronte e, pensando che il cibo "industriale" è sempre meno buono di quello casalingo, non oso pensare come possa essere quel sugo in versione casalinga! Non so se si è capito, ma oggi ho una crisi mangereccia!!!

venerdì, aprile 20, 2007

In questi giorni mi sono reso conto di una cosa che mi ha veramente sorpreso, del fatto che nella mia vita quotidiana "vivo" la quotidianità, è ovvio, in piccola parte in funzione del mio blog. Mi spiego meglio con un esempio. Ieri sera sono andato a casa di G. e per cena sono andato a prendere delle pizze. Mentre aspettavo che fossero pronte, mi sono messo ad osservare la clientela seduta ai tavoli, visto che poi non avevo altro da fare, e ho iniziato a trarre delle conclusioni su tutte le persone che me ne davano ragione, conclusioni che si trasformavano in riflessioni, chiedendomi se fossero degne di essere pubblicate sul blog. Come se avessi avuto una piccola telecamera dentro al mio cervello, filmassi quello che mi vedevo attorno chiedendomi se nel filmato ci potesse essere qualcosa che valesse la pena di far rivedere agli altri. Non so se questa attività abbia una qualche importanza di per sè stessa per il blog, ma comunque mi sono reso conto che ha un effetto molto importante e positivo su di me, perchè mi costringe a prestare più attenzione al mio mondo esterno, a coglierne particolari più significativi e soprattutto a rifletterci sopra. Quello che ho osservato con più attenzione è stata una coppia uomo-donna seduta ad un tavolo da sei persone. Prima di tutto erano seduti fianco a fianco, cosa che ho trovato proprio sbagliata perchè rende più difficile la conversazione; in secondo luogo lui mi sembrava un po' gaio e che si guardasse un po' troppo attorno; in terzo luogo e più importante, mentre ero lì vale a dire per circa 20 minuti, non si sono quasi mai parlati e ad un certo punto ciascuno dei due si è messo a smanettare con il rispettivo cellulare. Dettagli importanti, secondo me, avevano già mangiato e avevano un'età fra i 30 e 40 anni, quindi ancora giovani, non certo una coppia avanti negli anni che non abbia più niente da dirsi. Beh, mi hanno fatto una grandissima tristezza. Quando vedo una coppia che sta praticamente in silenzio mi sembra impossibile che non abbiano niente da dirsi, sarà che io li paragono alle mie cene con G. quando io gli devo dire che non posso rispondere perchè sto mangiando o quando lui mi chiede che cosa mi è successo perchè sto parlando troppo, come una macchinetta e che non ce la fa più a sopportarmi e allora è lui che vuole mangiare in pace. Ho sempre pensato che il silenzio in una coppia possa essere l'anticamera alla noia, all'incomunicabilità e alla freddezza finale, quindi allo spegnimento del sentimento.
Per questo mi sono ripromesso di non voler correre mai questo rischio e mentre cenavamo, se G. non mi prestava attenzione e non mi ascoltava, anche se eravamo entrambi molto stanchi e si fossero fatte le 22.00, lo "richiamavo" e chiedevo più attenzione. In compenso alle 23.30 sono crollato e come al solito quasi mi addormento sulla sedia della cucina, davanti alla finale del G.F.
Stamattina mentre ero in autostrada pensavo alla cena di ieri sera e al mio G. Devo premettere che per problemi ed impegni vari era più di un mese che non cenavamo assieme, e quindi forse per questo mi sembrava tutto "meraviglioso", ma stavo bene e anche lui mi sembrava stesse bene. Mi faceva dei sorrisi ed aveva gli occhi sorridenti, luminosi come da tanto non gli vedevo. Si era sistemato i capelli ed era ben sbarbato, come diciamo noi completamente restaurato. Era bello, è bello. Mi faceva tenerezza ed avrei voluto stringerlo forte forte e dirgli che lo amo, che lo amerò per sempre. Non l'ho fatto ma la prossima settimana, quando ci vedremo, ho deciso che voglio dirglielo e dimostrarglielo con un piccolo pensiero, qualcosa che non si aspetti. Io sono uno da poche sorprese, sono fatto così.

giovedì, aprile 12, 2007

E anche quest'anno ho superato la Pasqua. Come succede per quasi tutte le festività, è stato un giorno trascorso con la "sacra" famiglia, ovviamente senza G. Settimane fa ho chiesto a G. se l'avremmo passata assieme, magari facendo qualcosa, ma non mi ha mai dato una risposta, sapendo anche che poi ci sarebbe stata la solita richiesta dei miei di passarla con loro; in più quest'anno c'era l'occasione di andare a trovare mio fratello nell'appartamento che ha preso al lago e solo io che ci sono già stato conoscevo la strada, per cui dovevo fare da apripista. E' vero che per me certe feste devono avere un sapore familiare, vale a dire essere vissute in casa, mangiando le cose che di solito prepara mia mamma, con le nipotine e ... con l'ipocrisia di chi sa la verità e di chi no, ma comunque volendoci tutti bene, almeno in qualche modo. Per questa festa avrei rinunciato volentieri a tutto questo, anche perchè avevo già dato a Natale, ma G. non si pronunciava. Ovviamente, dopo che ho confermato ai miei che ci sarei stato anch'io e che quindi dovevano prenotare anche per me il pranzo di Pasqua, proprio il giorno successivo G. mi ha chiesto se saremmo andati a pranzo a casa di sua nipote, con la quale ha di recente riallacciato i rapporti dopo diversi anni in cui non si parlavano più. Al che mi è venuto da dire: eh che cazzo, ma me lo fai apposta?. Poi, a mente fredda, ho cercato di trovare un punto d'incontro e quindi una soluzione ai due diversi impegni, come d'altra parte devo fare sempre nella mia vita e non solo in queste occasioni, anche perchè volevo approfittare del fatto che G. volesse uscire di casa (dovete sapere che G. non esce da casa sua da circa quattro anni). Alla fine di tutto questo, non c'è stata la necessità di prendere alcuna decisione perchè a G. si è bloccato il collo, gli si è infiammato un nervo o qualcosa del genere e quindi se ne è rimasto alcuni giorni a letto per cercare di far passare l'infiammazione e quando succede che stia male non mi vuole - letteralmente - fra i piedi: quindi sono stato con i miei senza nessun senso di colpa ed ho anche passato una giornata discreta, se non considero la solita alzata di gomito di mio padre che l'ha reso più insopportabile e patetico del solito. La pasquetta poi è un giorno in cui non mi muovo per niente al mondo, onde evitare le code e il traffico che già devo sopportare durante la settimana, e l'ho trascorsa vegetando sul divano a casa, facendo qualche lavoro domestico e pensando. E quando penso, anche se succede raramente, sono cazzi!!! Mi dispiace ma devo proprio esprimermi in questo modo. Già sono andato in crisi circa un mese fa, e per Pasqua il clima familiare mi ci ha fatto finire di nuovo dentro. Il motivo è semplice: quando mi ritrovo con i miei mi viene inevitabilmente da confrontarmi con i miei fratelli, che una vita ed un'autonomia se la sono conquistata mentre io sono ancora qui, come dico io, a mezza via, diviso fra i miei, e casa loro, e G., e casa sua, dove conviviamo o meglio mi ospita per alcuni giorni alla settimana. Infatti un mese fa gli ho posto una specie di ultimatum, cioè o vengo a vivere con te definitivamente e completamente oppure torno a casa dalla mamma (ti prego no!!!) perchè non ce la faccio più a fare "il ragazzo con la valigia" e sottolineo che lo sto facendo da quattro anni. La sua risposta subito non è stata molto positiva, poi ha ammesso che in questo caso ho ragione, per cui una soluzione a breve termine, brevissimo termine, la dobbiamo trovare. Vedremo come si evolverà la situazione.
Probabilmente leggendo questo post troverete delle informazioni alquanto insolite, strane. L'ho scritto così di getto quindi alcune cose le chiarirò prossimamente, intanto penso.
Ma mi fa veramente bene pensare? Infatti durante la settimana sono talmente di corsa che non me lo posso permettere, mentre i fine settimana, quando mi fermo e ho meno cose da fare o comunque crollo e mi riposo un pò, molto spesso vado in crisi.
Ah, mi stavo per dimenticare, spero abbiate passato anche voi una buona Pasqua! Auguri a tutti quanti, anche se in ritardo!

lunedì, marzo 26, 2007

Ieri ho partecipato per la prima volta ad un seminario di fitness praticamente rivolto agli istruttori. Devo dire che nonostante tutto è andata abbastanza bene: a parte le lezioni particolarmente coreografiche o di aerobica, mi sembra di essere riuscito, più o meno, a fare tutto. Se non altro ho quasi sempre tenuto il "passo", nonostante io non sia un "palestrato" ed abbia i miei bei chiletti in più, oltre alle quaranta primavere superate l'anno scorso.
Pensavo di trovare soltanto dei super patiti/te del corpo e della ginnastica, che ovviamente c'erano, ma devo ammettere che invece c'era della gente simpatica, soprattutto gli istruttori/trici e tutta la giornata è veramente passata senza che me ne accorgessi, a parte le tre magliette che ho inzuppato saltanto su e giù dallo step (eccoti accontentato caro Limbozero!).
In conclusione, è stata una bella giornata in cui mi sono divertito e soprattutto sfogato e ne avevo davvero bisogno.
Ma vediamo di andare oltre. L'oltre sarebbe, anzi è, costituito dall'analisi che devo fare a monte o in profondità del mio bisogno di fare qualcosa da solo. Perchè ovviamente io sono andato da solo, come praticamente devo fare ogni volta che ho voluto e voglio fare qualcosa che interessi soltanto a me. A parte che in questo momento avrei comunque dovuto andare solo per cause indipendenti a G., quello su cui rifletto è che i miei interessi e miei svaghi sono sempre stati soltanto miei e mi sono talmente abituato a questo che oramai non ci faccio più caso, non ci penso più; quindi se riesco ad organizzare qualcosa, ad avere la possibilità di fare o di andare da qualche parte l'approccio è sempre al singolare, cioè individuale. Questo non significa che io non debba chiedere, per modo di dire, l'autorizzazione che a volte viene a volte no, che a volte può essere ascoltata, rispettata mentre altre volte no; significa che la vita in comune, le esperienze che condividiamo sono troppo poche e sono diminuite via via negli anni.
Una considerevole differenza di età fra di noi, assieme a gusti ed interessi a volte diametralmente opposti ci hanno sempre diviso; comunque a volte si dice che i poli opposti si attraggano, si compensino mantenendosi reciprocamente in equilibrio. Ma è proprio così?
Nei primi anni del nostro rapporto io non avevo una identità vera e propria, una consapevolezza completa di chi fossi e di cosa volessi, un pò perché non ero ancora entrato nel mondo del lavoro, perchè vivevo ancora con i miei o perchè ero alla mia prima vera storia e quindi accettavo tutto, senza far emergere quello che veramente ero e volevo; poi ovviamente con il tempo "sono venuto fuori" e sono emerse le differenze e anche i primi scontri su queste cose. Finora il nostro sentimento ci ha permesso di superare tutto questo, ed altro ancora, ma cominciamo a vacillare, a non farcela più e la riprova è il fatto che io penso al singolare, o come dice G., penso solo per me. Ma qual'è l'alternativa, se ce n'è una? Help!!!

mercoledì, marzo 21, 2007

Sono circa 20 anni che non scrivo qualcosa seriamente, dai tempi della scuola e dell'università. Certo, mi è capitato di scrivere delle lettere, più precisamente delle lettere d'amore o di perdono ma erano indirizzate a qualcuno che conoscevo e che mi conosceva, per cui lo spirito e l'impegno erano diversi, nè migliori nè peggiori, soltanto diversi. Scrivere di sè su un foglio ma per non si sa chi mi da un senso di libertà assoluta, perchè non mi devo preoccupare di usare la parola giusta o di essere necessariamente chiaro, convincente od altro, ma allo stesso tempo mi fa sentire un senso di vuoto e di incognito che, come dire, mi svuota il cervello e che lo rende molto più difficile, anche perchè in sostanza questa è la prima volta e lo sappiamo tutti, la prima volta è sempre più difficile. Per questa ragione ho deciso di parlare di un argomento che conosco bene e che sto vivendo in questi anni.
E' possibile stare insieme ad una persona da tanti anni, circa 18, e non fare più l'amore o comunque molto raramente negli ultimi 4? Soprattutto è possibile che in questi 4 anni il bacio sia diventato un optional? So che la domanda è diretta ma tanto vale girarci attorno. Sono sempre stato consapevole che con il passare degli anni l'attrazione e il desiderio sarebbero calati, anch'io ho meno interesse, meno voglia di fare certe cose, penso sia naturale; ma quando ci si rifiuta l'affettività più elementare e importante credo ci sia qualcosa che non va. Anche perchè se nell'atto fisico "completo" (comunque lo si voglia interpretare, o meglio fare) c'è sempre una componente oltre che affettiva anche istintiva e quasi animalesca, nel bacio ho sempre pensato che ci sia una dolce e consapevole razionalità al lasciarsi andare, a voler essere un tutto con l'altro/a, consapevoli di questo fatto e per questo ancora più desiderosi di farlo.
Ebbene se il tuo patner non prova questi desideri, che secondo me sono anche una necessità per sè e per il benessere della coppia, cosa vuol dire? Che c'è un malessere, di questo sono consapevole, ne conosco anche in parte le origini, le cause, e fra queste sono certo di poter escludere l'infedeltà.
Ma il vero problema è poi che di questo non si voglia parlare, o che quando se ne parli il tono sia "ma sempre di questo vuoi parlare o in questi termini?", non affrontando la cosa.
Probabilmente dovrei spiegare anche tutto quello che è successo in precedenza, ma questo sarà oggetto dei prossimi numerosi post.
Comunque il quesito che mi pongo è: l'affettività e la sessualità sono molto importanti in una coppia e "devono" essere praticati, ricambiati (senza precise regole, ma semplicemente per essere sè stessi e potersi amare), ma fino a quando possono essere trascurati, dimenticati senza minare definitivamente la coppia? E come possono essere recuperati, se è possibile farlo?

martedì, marzo 13, 2007

Questo è il primo post che scrivo sul blog, per cui vorrei che fosse qualcosa di speciale, di significativo, da ricordare anche in futuro. Ma non mi viene niente. Anzi, in realtà avrei così tanto da scrivere che non mi basterebbe la giornata; per questo oggi organizzerò le idee e deciderò come strutturare il blog. Intanto, siamo all'inizio. Speriamo sia una esperienza positiva, di confronto con gli altri e che gli altri, Voi, siate interessanti, piacevoli e soprattutto pazienti. A presto
La mia idea sarebbe quella di affrontare di volta in volta un argomento, un evento, un sentimento o una situazione che mi possono essere accaduti o che sto vivendo, o che mi vedo attorno, e di parlarne apertamente, in modo da far diventare il mio blog un momento di confronto e di riflessione, o che brutta parola "di confessionale" virtuale, per potermi raccontare e per poter raccogliere pareri e consigli, sperando in questo modo di crescere e di migliorarmi. Spero con il vostro aiuto, con la vostra "voce" e per chi vorrà e sarà disponibile, con la vostra amicizia.