Ieri ho partecipato per la prima volta ad un seminario di fitness praticamente rivolto agli istruttori. Devo dire che nonostante tutto è andata abbastanza bene: a parte le lezioni particolarmente coreografiche o di aerobica, mi sembra di essere riuscito, più o meno, a fare tutto. Se non altro ho quasi sempre tenuto il "passo", nonostante io non sia un "palestrato" ed abbia i miei bei chiletti in più, oltre alle quaranta primavere superate l'anno scorso.
Pensavo di trovare soltanto dei super patiti/te del corpo e della ginnastica, che ovviamente c'erano, ma devo ammettere che invece c'era della gente simpatica, soprattutto gli istruttori/trici e tutta la giornata è veramente passata senza che me ne accorgessi, a parte le tre magliette che ho inzuppato saltanto su e giù dallo step (eccoti accontentato caro Limbozero!).
In conclusione, è stata una bella giornata in cui mi sono divertito e soprattutto sfogato e ne avevo davvero bisogno.
Ma vediamo di andare oltre. L'oltre sarebbe, anzi è, costituito dall'analisi che devo fare a monte o in profondità del mio bisogno di fare qualcosa da solo. Perchè ovviamente io sono andato da solo, come praticamente devo fare ogni volta che ho voluto e voglio fare qualcosa che interessi soltanto a me. A parte che in questo momento avrei comunque dovuto andare solo per cause indipendenti a G., quello su cui rifletto è che i miei interessi e miei svaghi sono sempre stati soltanto miei e mi sono talmente abituato a questo che oramai non ci faccio più caso, non ci penso più; quindi se riesco ad organizzare qualcosa, ad avere la possibilità di fare o di andare da qualche parte l'approccio è sempre al singolare, cioè individuale. Questo non significa che io non debba chiedere, per modo di dire, l'autorizzazione che a volte viene a volte no, che a volte può essere ascoltata, rispettata mentre altre volte no; significa che la vita in comune, le esperienze che condividiamo sono troppo poche e sono diminuite via via negli anni.
Una considerevole differenza di età fra di noi, assieme a gusti ed interessi a volte diametralmente opposti ci hanno sempre diviso; comunque a volte si dice che i poli opposti si attraggano, si compensino mantenendosi reciprocamente in equilibrio. Ma è proprio così?
Nei primi anni del nostro rapporto io non avevo una identità vera e propria, una consapevolezza completa di chi fossi e di cosa volessi, un pò perché non ero ancora entrato nel mondo del lavoro, perchè vivevo ancora con i miei o perchè ero alla mia prima vera storia e quindi accettavo tutto, senza far emergere quello che veramente ero e volevo; poi ovviamente con il tempo "sono venuto fuori" e sono emerse le differenze e anche i primi scontri su queste cose. Finora il nostro sentimento ci ha permesso di superare tutto questo, ed altro ancora, ma cominciamo a vacillare, a non farcela più e la riprova è il fatto che io penso al singolare, o come dice G., penso solo per me. Ma qual'è l'alternativa, se ce n'è una? Help!!!
lunedì, marzo 26, 2007
mercoledì, marzo 21, 2007
Sono circa 20 anni che non scrivo qualcosa seriamente, dai tempi della scuola e dell'università. Certo, mi è capitato di scrivere delle lettere, più precisamente delle lettere d'amore o di perdono ma erano indirizzate a qualcuno che conoscevo e che mi conosceva, per cui lo spirito e l'impegno erano diversi, nè migliori nè peggiori, soltanto diversi. Scrivere di sè su un foglio ma per non si sa chi mi da un senso di libertà assoluta, perchè non mi devo preoccupare di usare la parola giusta o di essere necessariamente chiaro, convincente od altro, ma allo stesso tempo mi fa sentire un senso di vuoto e di incognito che, come dire, mi svuota il cervello e che lo rende molto più difficile, anche perchè in sostanza questa è la prima volta e lo sappiamo tutti, la prima volta è sempre più difficile. Per questa ragione ho deciso di parlare di un argomento che conosco bene e che sto vivendo in questi anni.
E' possibile stare insieme ad una persona da tanti anni, circa 18, e non fare più l'amore o comunque molto raramente negli ultimi 4? Soprattutto è possibile che in questi 4 anni il bacio sia diventato un optional? So che la domanda è diretta ma tanto vale girarci attorno. Sono sempre stato consapevole che con il passare degli anni l'attrazione e il desiderio sarebbero calati, anch'io ho meno interesse, meno voglia di fare certe cose, penso sia naturale; ma quando ci si rifiuta l'affettività più elementare e importante credo ci sia qualcosa che non va. Anche perchè se nell'atto fisico "completo" (comunque lo si voglia interpretare, o meglio fare) c'è sempre una componente oltre che affettiva anche istintiva e quasi animalesca, nel bacio ho sempre pensato che ci sia una dolce e consapevole razionalità al lasciarsi andare, a voler essere un tutto con l'altro/a, consapevoli di questo fatto e per questo ancora più desiderosi di farlo.
Ebbene se il tuo patner non prova questi desideri, che secondo me sono anche una necessità per sè e per il benessere della coppia, cosa vuol dire? Che c'è un malessere, di questo sono consapevole, ne conosco anche in parte le origini, le cause, e fra queste sono certo di poter escludere l'infedeltà.
Ma il vero problema è poi che di questo non si voglia parlare, o che quando se ne parli il tono sia "ma sempre di questo vuoi parlare o in questi termini?", non affrontando la cosa.
Probabilmente dovrei spiegare anche tutto quello che è successo in precedenza, ma questo sarà oggetto dei prossimi numerosi post.
Comunque il quesito che mi pongo è: l'affettività e la sessualità sono molto importanti in una coppia e "devono" essere praticati, ricambiati (senza precise regole, ma semplicemente per essere sè stessi e potersi amare), ma fino a quando possono essere trascurati, dimenticati senza minare definitivamente la coppia? E come possono essere recuperati, se è possibile farlo?
E' possibile stare insieme ad una persona da tanti anni, circa 18, e non fare più l'amore o comunque molto raramente negli ultimi 4? Soprattutto è possibile che in questi 4 anni il bacio sia diventato un optional? So che la domanda è diretta ma tanto vale girarci attorno. Sono sempre stato consapevole che con il passare degli anni l'attrazione e il desiderio sarebbero calati, anch'io ho meno interesse, meno voglia di fare certe cose, penso sia naturale; ma quando ci si rifiuta l'affettività più elementare e importante credo ci sia qualcosa che non va. Anche perchè se nell'atto fisico "completo" (comunque lo si voglia interpretare, o meglio fare) c'è sempre una componente oltre che affettiva anche istintiva e quasi animalesca, nel bacio ho sempre pensato che ci sia una dolce e consapevole razionalità al lasciarsi andare, a voler essere un tutto con l'altro/a, consapevoli di questo fatto e per questo ancora più desiderosi di farlo.
Ebbene se il tuo patner non prova questi desideri, che secondo me sono anche una necessità per sè e per il benessere della coppia, cosa vuol dire? Che c'è un malessere, di questo sono consapevole, ne conosco anche in parte le origini, le cause, e fra queste sono certo di poter escludere l'infedeltà.
Ma il vero problema è poi che di questo non si voglia parlare, o che quando se ne parli il tono sia "ma sempre di questo vuoi parlare o in questi termini?", non affrontando la cosa.
Probabilmente dovrei spiegare anche tutto quello che è successo in precedenza, ma questo sarà oggetto dei prossimi numerosi post.
Comunque il quesito che mi pongo è: l'affettività e la sessualità sono molto importanti in una coppia e "devono" essere praticati, ricambiati (senza precise regole, ma semplicemente per essere sè stessi e potersi amare), ma fino a quando possono essere trascurati, dimenticati senza minare definitivamente la coppia? E come possono essere recuperati, se è possibile farlo?
martedì, marzo 13, 2007
Questo è il primo post che scrivo sul blog, per cui vorrei che fosse qualcosa di speciale, di significativo, da ricordare anche in futuro. Ma non mi viene niente. Anzi, in realtà avrei così tanto da scrivere che non mi basterebbe la giornata; per questo oggi organizzerò le idee e deciderò come strutturare il blog. Intanto, siamo all'inizio. Speriamo sia una esperienza positiva, di confronto con gli altri e che gli altri, Voi, siate interessanti, piacevoli e soprattutto pazienti. A presto
La mia idea sarebbe quella di affrontare di volta in volta un argomento, un evento, un sentimento o una situazione che mi possono essere accaduti o che sto vivendo, o che mi vedo attorno, e di parlarne apertamente, in modo da far diventare il mio blog un momento di confronto e di riflessione, o che brutta parola "di confessionale" virtuale, per potermi raccontare e per poter raccogliere pareri e consigli, sperando in questo modo di crescere e di migliorarmi. Spero con il vostro aiuto, con la vostra "voce" e per chi vorrà e sarà disponibile, con la vostra amicizia.
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