mercoledì, giugno 13, 2007

Come vi avevo avvisato, è da un bel pò che non scrivo sul mio blog ed ho appena il tempo di leggere quei 5-6 blog che "frequento" abitualmente. Nel frattempo non sono successe molte cose, a parte una brutta discussione con relativa crisi "coniugale" che ho avuto con G. a causa di una serie di telefonate che ha tentato di farmi una sera dalle 20.30 alle 21.30 alle quali non ho risposto per una serie banale di motivi (passa l'aspirapolvere, vai in garage a sistemare la roba della palestra etc....) e per le quali sono stato immediatamente accusato di corna a destra e a sinistra. Queste accuse penso siano il risultato del fatto che oramai sono passati ben 164 giorni da quando abbiamo fatto l'amore, cioè esattamente la notte/mattina dell'ultimo dell'anno, escludendo un piccolo intermezzo di qualche mese fa, e a G. sembra impossibile che io sia rimasto tutto questo tempo senza andare a caccia di ..... (avete capito benissimo di cosa!). Eppure è così. Ovviamente questa astinenza crea delle tensioni, delle incomprensioni e dei problemi che forse potete immaginare.
Questa notte non riuscivo a dormire e allora verso le 3.00 mi sono alzato: ho acceso il televisore e su un canale skyiano mi è capitato di vedere l'episodio di un telefilm americano decisamente gaio, mi sembra si intitolasse "Queer as folk made in Usa" (non dormivo a casa mia ma fuori, diciamo per motivi di lavoro). Ad un certo punto c'è stata una scena di sesso molto soft, gradevole in cui non si vedeva nulla di forte, ma si faceva capire cosa stava succedendo fra i due protagonisti, proprio carina, quasi tenera, in cui si scambiavano soprattutto carezze e baci. Beh, allora mi sono reso conto quanto mi mancano queste cose, queste sensazioni e mi sono chiesto se G. sia la persona con cui posso e voglio ancora fare queste cose, che sono diventate ormai soltanto un ricordo. Siamo talmente presi dalla quotidianità e dai problemi che la sfera sessuale-sentimentale-affettiva è caduta completamente nel dimenticatoio. Io mi sono lamentato di questo anche troppo, tanto da sentirmi dire che se continuo a fare certi discorsi e a lamentarmene gli faccio passare completamente la voglia. Ma facendo poi delle riflessioni un pò più profonde mi sono chiesto se il nostro rapporto non sia diventato una sorta di vincolo affettivo come quello che lega due familiari, due fratelli e non due amanti. A complicare le mie sensazioni e i miei pensieri ha partecipato anche la consapevolezza che il rapporto, o meglio il mancato rapporto con G. è l'unico canale, l'unico modo con cui io vivo la mia omossessualità e non "praticandolo" credo di cominciare ad avere una crisi di identità. Sul lavoro nessuno conosce la verità (ambiente praticamente maschile con una mentalità anni '50, è meglio evitare e poi non sono così coraggioso!), con i familiari alcuni sanno altri no, ma per il quieto vivere, scelte di vita che ho fatto e non sono state condivise e per la mancanza di tempo che ci impedisce di frequentarci veramente, anche quelli che sanno fanno finta di non sapere o comunque non se ne parla; infine non frequento/tiamo nessun ambiente o locale, nessun amico ed anche in palestra ho la "fama" immeritata di essere etero. Onde per cui non vivo più, non sento più la mia dimensione omo ma anzi praticamente io sembro agli altri e forse anche a me, un etero. Scherzando ho cominciato a dire a G. che per fare sesso mi toccherà diventare etero e che ho già individuato nella mia insegnante di fitness - donna donna ma decisamente maschile - la mia futura "patner".
Le conclusioni di questo lungo discorso quali sono?
1) Che voglio tanto bene a G. ma non so più se possiamo essere una coppia o se stiamo insieme per affetto o per abitudine;
2) Che sono stanco di nascondere chi e come sono ma mi rendo conto che è impossibile essere me stesso nell'attuale posto di lavoro;
3) Che ho una vita sociale che fa schifo, per vari motivi, e che questo non mi sosddisfa;
4) Conclusione finale: credo che non ci sia niente in questo momento della mia vita che mi rende felice e soddisfatto. Quindi bisogna cambiare.
Ho deciso di provare seriamente a cambiare lavoro, anche se a 40 anni non è facile.
Ho deciso di concentrarmi e di sforzarmi quest'estate per portare a termine un progetto iniziato tanti anni fa e che poi ho abbandonato quando ero ad un passo dal termine, l'università.
Quando avrò risolto queste due cose, almeno una delle due, in modo da semplificare la mia vita di tutti i giorni, sarà la volta di affrontare seriamente ed onestamente il mio rapporto con G. Spero che le vacanze che faremo assieme, anche se saranno poche e non ancora programmate, ci permettano di ritrovarci, di farci tornare quelli che eravamo l'uno per l'altro o che ci costringano ad ammettere quello che ho paura siamo diventati, due buoni fratellini (!).
In fondo in fondo quello che credo sia successo è molto semplice: in questi 18 anni io sono cambiato, ho fatto un percorso, ho fatto molta strada, a volte sono andato in avanti a volte sono andato in dietro, a volte mi sono comportato bene, altre volte, e non poche, molto male. Ma sono comunque cambiato, cresciuto. G. non è stato al mio passo, non è cambiato quasi in nulla e quei pochi cambiamenti che ha fatto sono stati causati da eventi, fatti che l'hanno travolto, per cui sono stati tutti vissuti passivamente, quindi molto male. Peggiorando la sua vita, logorando la sua anima.
E il nostro rapporto si è appiatitto, ha perso colore e intensità.
Sarà possibile recuperarlo?
Un'ultima cosa: il mio blog, a differenza di altri, contiene soltanto pensieri, riflessioni e racconti strettamente personali, un pò perchè non avrei altri a cui raccontare queste cose, un pò perchè non avrei altro di cui parlare. Dei fatti quotidiani che si leggono, che sappiamo (Dico, fatti di cronaca, notizie varie) ne sento parlare così tanto che qui preferisco il silenzio, ma questo non vuol dire che io non ne abbia un'opinione, che non mi producano delle incazzature, in genere è così. Ma almeno qui voglio la libertà di parlare, di raccontare con serenità la mia vita o quello che credo sia la mia vita.
P.S. ad personam per Limbozero: grazie per la tua dedica, ma in questi giorni mi è impossibile ascoltarla, appena avrò sentito il pezzo ti dirò. Sei stato molto gentile. Belli i tuoi post più recenti, soprattutto quello con i verbi all'infinito e la poesia, il pezzo dell'incontro a due. Visto che tu sei un tipo molto cerebrale e colto, non lo dico per prenderti in giro, mi puoi segnalare dei libri gay che valga la pena di leggere, se ne conosci? Fra poco è il compleanno di G. e lui legge molto. Ah, mi raccomando che non siano come la segnalazione di Matteo che mesi fa ha scritto di un libro, mi sembra un regalo del suo fidanzato, che ho a mia volta regalato a G. e per il quale mi sono sentito dire:"Non voglio storie di pedofili". Grazie, ciao.

7 commenti:

Limbozero ha detto...

La prima cosa che mi sento di darti invece e' il mio numero di telefono.Questo affinche' tu possa metterti in contatto con me e parlare un po se vuoi.E' una situazione a dir poco allarmante secondo me, non tanto perche' non fai non sesso piu' con G. ma quanto per il fatto che non parli con nessuno di cio' che senti, di cio' che vuoi, di cio' che vivi.
Non ho questi problemi di visibilita',perche' ho fatto delle scelte spontanee tantissimi anni fa,ma comprendo cosa puo' voler dire non avere qualcuno con cui parlare di tutto e stare bene.
Quindi ti invito a scrivermi una email per farti avere il mio numero di tel e farci 4 chiacchiere sperando di non risultare troppo invadente.
Inq uanto a libri non sono un grande lettore,se non di poesie.Cerchero' fra i miei libri di poesia qualcosa di emozionante da farti leggere.
Ci sono due libri che mi son rimasti impressi a tematica omosessuale il cui scrittore e' Alessandro Golinelli. 1) Basta che paghino 2) Come ombre
Qui trovi qualcosa su di lui http://www.alessandrogolinelli.it/romanzi1.htm
Allora fammi sapere!!

Umberto66 ha detto...

Sono rimasto senza parole per quello che hai scritto, non mi sarei mai aspettato una tale disponibilità da uno "sconosciuto" della rete, io non credo che sarei disposto a tanto. Allo stesso tempo ho provato una forte emozione e una grande gioia per aver trovato una persona così disponibile. Ma vedi, non voglio commettere di nuovo l'errore che ho già fatto diverse volte in passato, cioè quello di "appoggiarmi" psicologicamente ad un'altra persona per cercare di risolvere i miei problemi e penso che questo rischio possa diventare molto concreto, reale, nel caso si passasse ad un rapporto telefonico: sulla tastiera del computer tu e tutti gli altri eventuali lettori siete si una persona, ma non vi ho mai visto né sentito, per cui mi sento libero di pensare, di scrivere e di esprimere qualunque cosa. Una voce, che tra l'altro è una cosa che mi attrae delle persone, potrebbe modificare questa neutralità. Ma ti ringrazio veramente tantissimo per questo. Voglio capire da solo cosa voglio e cosa devo fare. In più, poichè quello che ho scritto finora è solo una parte della situazione incasinata che sto vivendo o non vivendo e che ti racconterò con calma, non voglio suscitare troppa commiserazione o incredulità. Comunque, se sei disponibile possiamo comunicare "personalmente" via e-mail. Spero di non offenderti, forse potrò essere pronto a passare dalla tastiera alla cornetta più avanti.
Adesso credo che tu stia pensando come c.... funziona il mio cervello (!), e ti dico che funziona esattamente all'incontrario di quello che dovrebbe, che ci si aspetterebbe!
Comunque, grazie grazie grazie. Ma sei una persona così speciale? Viene veramente voglia di conoscerti e di esserti amico. Ciao

Anonimo ha detto...

...lo è, credimi.
:-)

Limbozero ha detto...

NOn sono cosi' speciale (Nico non dire cazzate! :) ), ne vorrei che tu ti appoggiassi a me...altrimenti cado. LEggendo il tuo post la prima cosa che mi e' venuta in mente e' stata: ha bisogno di parlare con qualcuno, e continuando a leggere che in fondo non lo fai con nessuno , mi son detto... chi meglio di una persona che non conosci,che non hai vicino e che sai non ti chiedera' nulla di piu' di 4 chiacchiere?
Io ti ho lanciato il sasso, spero di non averti colpito in testa ma al contrario che stia ancora rotolando da qualche parte e che tu possa coglierlo nel momento per te piu' opportuno. :)
C'e' da dire che sono veramente abituato a contatti nati attraverso una tastiera, lo sono la prova alcune mie amicizie, vecchie( vedi C_trullo,lo conosco ormai da 11 anni quasi.Una conoscenza nata chattando), ed alcune nuove.
Anche il blog puo' essere la giusta opportunita' per imparare a dire le cose come stanno...ovviamente sarebbe anche necessario che i diretti interessati ti leggessero.Giusto per simulare quello che in realta' succede dal vivo o per telefono quando parli con gli altri.

Sono disponibile a comunicare via email. :)

CornflakesBoy ha detto...

Confermo! Hai solo bisogno di parlarne! E poi c'è una farse nel tuo blog che non ti voglio far passare liscia: "non faccio vita gay!". Se tu sei gay, bhè fai vita gay anche quando dormi! O quando ti lavi! Perchè quello è il tuo modo di vivere la tua omosessaulità. Non deve esserci "UN UNICO MODELLO DI RIFERIMENTO". Non è detto che chi frequenta tutti i club della città sia un gay inserito.
Rinnovo anch'io la disponibilità a parlarne. Insomma io bazzico tra Bologna, Padova e Milano... vedi tu.

Umberto66 ha detto...

Scusami Matteo, ma forse non mi sono spiegato bene, tanto per cambiare. Quello che volevo dire è che sto perdendo la mia dimensione omo, il mio vivere da omo, pur sapendo di esserlo. Nei miei rapporti con gli altri, sul lavoro, in famiglia e in palestra, questo aspetto non viene fuori, anzi ho imparato a nasconderlo molto bene, per cui io "credo" di rapportarmi agli altri da etero o comunque per quasi tutti io sono etero. L'unico con cui potrei essere me stesso è G., ma da qualche mese ci vediamo pochissimo, 4-5 ore alla settimana quando va bene e in quest'occasione devo sempre sbrigare delle commissioni o dei lavori per cui non abbiamo il tempo di stare insieme e quasi neanche di parlarci (prometto che nel prossimo post spiegherò il perchè e il come di questa situazione incasinata!). So benissimo di essere gay, dalla mattina alla sera e persino nei miei sogni, quando me li ricordo, ma come dire, io non mi comporto da tale: non è che per esserlo si debba andare in giro sculettando, parlando in modo effemminato o non so che altro, però mi pesa molto non avere, non frequentare nessun altro gay o nessun ambiente gay. Mi spiego con un esempio: una volta andavamo in discoteca sul lago di Garda, raramente, o in qualche locale a bere una cosa. G. non amava particolarmente questi posti, ma io che stavo cercando di costruire la mia consapevolezza di gay, di accettarmi, mi ci trovavo bene, perchè vedevo altri come me, mi sentivo uguale agli altri, parte di un gruppo più o meno "omogeneo", perchè poi ovviamente sappiamo che c'era di tutto! Non frequentando nessun altro e nessun ambiente, l'unico riferimento gay del mio mondo è il mio compagno, ma se non ci baciamo e non facciamo l'amore da 6 mesi capisci che è come se io avessi neutralizzato questo aspetto fondamentale della mia personalità, della mia vita. In questo senso volevo dire "vita da gay": non è che intenda andare in giro con una targhetta con scritto gay, ma poter essere me stesso, senza timori e senza barriere, con la possibilità di rapportarmi con il mondo omosessuale, perchè che se ne dica, sono convinto che soltanto chi ha fatto il mio stesso percorso sia in gradi di capirmi e anche questo non è sicuro. Quelle poche volte che parlo con mia sorella di G. lei fa fatica a capirmi, mentre mio fratello proprio non capisce. E' solo un esempio, no ho bisogno della loro approvazione: è che quando parlo della mia vita e dei miei sentimenti vorrei avere di fronte qualcuno che possa capirmi e loro hanno fatto un percorso diverso dal mio. Tutto qui. Sono riuscito a spiegarmi?
Non prendo neanche in considerazione il discorso di gay inserito o no, perchè in qualsiasi ambiente c'è la persona inserita oppure no, quella gay trova generalmente maggiori difficoltà. Ma comunque non era lì che intendevo parare.

Anonimo ha detto...

Non credo che il problema sia fare vita gay. Il problema in caso è il non vivere sè stessi in maniera completa. Quando tu neghi questa parte della tua vita, ai tuoi colleghi o ai tuoi amici, di fatto ti violenti da solo. Invece dovresti cominciare a pensare a vivere nella tua interezza. Ovviamente perderai alcune persone, ma ne conoscerai altre, che ti vorranno bene per quello che sei, non per il feticcio che msotri loro adesso.
Mi aggrego alle offerte precedenti, se ti va di sentirci via mail io ci sono. E poi vai in vacanza in alto adige, quindi magari ci scappa un caffè (alla faccia di quel geloso di G.)... Scherzo.
Stai bene!
freestate