martedì, ottobre 09, 2007

Quando rileggo i post che ho scritto mi chiedo sempre perchè non riesca a scrivere e far capire del tutto quello che in quel momento sentivo, provavo e pensavo, e mi dico che sono proprio un imbranato.
In queste settimane non sono successe grandi cose e la mia vita, e la vita di G. (quale vita?) sono andate avanti come al solito. Uniche novità: il frigorifero che continua a perdere acqua, la caldaia che non funziona bene e dei lavori idraulici e di muratura che bisognerebbe fare nel bagno, il tutto a casa di G. Questi 3 lavori, che G. rimanda da un sacco di tempo per ovvi motivi (economici e gestionali, perchè svolgerli in contemporanea sarebbe un vero casino) sono stati la sua scusa per evitare di venire con me a trascorrere un veekend allungato a Riccione; mi sono iscritto ad una manifestazione di fitness che si terrà il 20 e 21 ottobre e speravo di poter passare 3-4 giorni con lui, giorni di sport per me e di relax e passeggiate in spiaggia per noi. Proprio la settimana scorsa mi ha detto che non vuole venirci: speravo proprio potesse essere l'occasione per uscire di casa e per stare insieme sereni e tranquilli, e magari per riscoprire se c'è ancora della passione, dell'attrazione fisica/sessuale. A questo proposito, G. mi dice che non ha più nessuno stimolo, non è che a 57 anni si possa perdere il desiderio? Ma questo è un altro argomento.
Comunque, per ritornare a quello che dovrebbe essere l'argomento di questo post e visto le domande che mi sono state fatte, soprattutto dal boxer-arancio-canarino (!) vedi post Limbozero, cercherò di fornire degli altri elementi.
Come ho già detto G. ha perso il lavoro 6-7 anni fa. Le ragioni sono state diverse; in breve, si può dire che sia dipeso da:
- all'inizio, il cambiamento di ruolo lavorativo (in un ente pubblico) che ha impedito a G. di svolgere una specie di 2° lavoro, che gli permetteva di vivere abbastanza agiatamente;
- a questo punto sono iniziate le prime difficoltà economiche;
- poi sua madre, che viveva con lui, ha avuto gravi problemi di salute e lui si è preso un periodo di aspettativa per seguirla a casa, finchè non è più stato possibile ed allora è stata ricoverata in una casa di cura per anziani. Ha vissuto malissimo questo momento;
- poi c'è stato un processo penale, una vera e propria farsa montato da una stronza che non aveva vinto un concorso, che in realtà era "truccato", e nel quale G. è stato coinvolto in quanto facente parte del comitato di valutazione;
- superato tutto questo, al rientro al lavoro c'è stato un secondo spostamento di lavoro (che devo dire sarebbe stato anche legittimo e comprensibile quando un datore di lavoro si trova a dover sostituire per un lungo periodo un proprio dipendente), ma questo nuovo ruolo non piaceva a G., non riusciva a farlo, oppure per quel breve periodo in cui c'ha provato gli hanno fatto anche del mobbing.
In tutto questo arco di tempo, a contorno, ci sono stati dei sempre crescenti problemi economici e dei periodici alti e bassi fra di noi, dovuti prevalentemente, purtroppo non l'avessi mai fatto, a delle periodiche corna che io gli facevo andando in cerca di qualcun altro, a volte ricambiate, a volte fatte quando stavamo insieme, a volte fatte quando non stavamo insieme. Bisogna essere onesti, non voglio prendere in giro nessuno.
Tutto questo ha fatto si che G. si sia di nuovo ammalato di depressione, ma non ne era guarito visto che non si guarisce mai da questa malattia, con attacchi di panico, crisi respiratorie, crisi di sonno etc. Credo che la situazione si sia abbastanza stabilizzata e calmata quando alla fine del 2002 abbiamo cominciato a convivere, anche se in sostanza limitatamente a 4 sere alla settimana, dal lunedì al giovedì, mentre i fine settimana continuavo a passarli dai miei.
Il primo anno ho provato a spingere G. a cercare un altro lavoro, gli prendevo il giornale e gli segnavo anche gli annunci che secondo me potevano interessarlo; in quel periodo anch'io poi dovevo cercare un altro lavoro, quindi cercavo di fare la cosa insieme e per tutti e due. Poi ho capito che non gli interessava ed ho lasciato perdere. L'unica cosa che fa, ma da tanto tempo, praticamente da quando ha cominciato a stare a casa, è quella di pulire la casa, è il suo unico scopo ed interesse. Già era maniaco della pulizia e dell'ordine prima di tutto quello che è successo, ma poi lo è diventato ancora di più, anche se pensavo potesse essere impossibile.
Giovedì scorso, pomeriggio: sono andato a fare la spesa per G., vado in tutti i negozi e prendo quello che trovo sulla lista, è la spesa per la settimana, visto che tornerò giovedì o sabato prossimi. Porto la spesa su, sulla porta e lui se la porta dentro. Poi suono per entrare in casa: mi porta le ciabatte, tolgo le scarpe ed entro in ciabatte.
G: "Non toccarmi niente,eh! che sto facendo le pulizie ed ho tutta la casa per aria"
U: "Ho soltanto bisogno di andare in bagno un attimo e poi se mi dai un bicchiere di acqua perchè fuori c'è caldo e ho sudato"
G: "Si ma tu non toccare niente, non toccare gli interruttori, faccio io"
Vado in bagno, ma devo avere le mani proprio sporche. No, è sempre così. Andiamo in cucina. Parliamo di Riccione, delle bollette da pagare, di suo nipote, di quando tornerò la settimana seguente. Bevo l'acqua, mi da lui il bicchiere già pronto. Sono passati 15 o 20 minuti. Bene, devo ripartire.
U: "Mi accompagni alla porta che devo andare?"
G: "Si ma aspettami, che ti apro io il portoncino"
U: "Ma devo avere proprio la rogna sulle mani! Ma come fai con la roba della spesa visto che l'ho presa in mano?!"
Disperazione. E' sempre così.
Di solito, nei mesi scorsi, quando scendevo le scale e poi partivo, quando nessuno poteva vedermi, mi mettevo a piangere, dietro gli occhiali da sole. Lontano dagli sguardi delle vicine, delle vecchiette impiccione che quando arrivo di solito fatalità sono sempre li vicino all'ingresso del condominio.
Ora sono diventato più forte, o forse meno sensibile, non lo so.
So di volergli bene, so di amarlo, certo non è lo stesso sentimento che sentivo 10, 15 anni fa, quando solo vederci era sufficiente ad eccitarmi, a desiderarlo, a voler sentire il suo profumo e la sua bocca. Ora lo vedo tenero, fragile, solo. Purtroppo però, com me è sempre più nervoso, irritato, freddo, distante. Che possibilità abbiamo di stare insieme continuando a vivere così? Per quanto mi riguarda l'unica possibilità che io vedo è quella di vivere insieme, ma è come se io gliela imponessi, lo costringessi a sopportare la mia presenza.
Sono arrivato alla conclusione che se non riusciremo a vivere insieme, non a sopportarci, allora tornerò a casa dai miei, impegnandomi a continuare a mantenerlo, ma ritenendomi completamente libero di fare quello che voglio. E' sempre stato molto orgoglioso, spero di non dover arrivare a tanto.