Come vi avevo avvisato, è da un bel pò che non scrivo sul mio blog ed ho appena il tempo di leggere quei 5-6 blog che "frequento" abitualmente. Nel frattempo non sono successe molte cose, a parte una brutta discussione con relativa crisi "coniugale" che ho avuto con G. a causa di una serie di telefonate che ha tentato di farmi una sera dalle 20.30 alle 21.30 alle quali non ho risposto per una serie banale di motivi (passa l'aspirapolvere, vai in garage a sistemare la roba della palestra etc....) e per le quali sono stato immediatamente accusato di corna a destra e a sinistra. Queste accuse penso siano il risultato del fatto che oramai sono passati ben 164 giorni da quando abbiamo fatto l'amore, cioè esattamente la notte/mattina dell'ultimo dell'anno, escludendo un piccolo intermezzo di qualche mese fa, e a G. sembra impossibile che io sia rimasto tutto questo tempo senza andare a caccia di ..... (avete capito benissimo di cosa!). Eppure è così. Ovviamente questa astinenza crea delle tensioni, delle incomprensioni e dei problemi che forse potete immaginare.
Questa notte non riuscivo a dormire e allora verso le 3.00 mi sono alzato: ho acceso il televisore e su un canale skyiano mi è capitato di vedere l'episodio di un telefilm americano decisamente gaio, mi sembra si intitolasse "Queer as folk made in Usa" (non dormivo a casa mia ma fuori, diciamo per motivi di lavoro). Ad un certo punto c'è stata una scena di sesso molto soft, gradevole in cui non si vedeva nulla di forte, ma si faceva capire cosa stava succedendo fra i due protagonisti, proprio carina, quasi tenera, in cui si scambiavano soprattutto carezze e baci. Beh, allora mi sono reso conto quanto mi mancano queste cose, queste sensazioni e mi sono chiesto se G. sia la persona con cui posso e voglio ancora fare queste cose, che sono diventate ormai soltanto un ricordo. Siamo talmente presi dalla quotidianità e dai problemi che la sfera sessuale-sentimentale-affettiva è caduta completamente nel dimenticatoio. Io mi sono lamentato di questo anche troppo, tanto da sentirmi dire che se continuo a fare certi discorsi e a lamentarmene gli faccio passare completamente la voglia. Ma facendo poi delle riflessioni un pò più profonde mi sono chiesto se il nostro rapporto non sia diventato una sorta di vincolo affettivo come quello che lega due familiari, due fratelli e non due amanti. A complicare le mie sensazioni e i miei pensieri ha partecipato anche la consapevolezza che il rapporto, o meglio il mancato rapporto con G. è l'unico canale, l'unico modo con cui io vivo la mia omossessualità e non "praticandolo" credo di cominciare ad avere una crisi di identità. Sul lavoro nessuno conosce la verità (ambiente praticamente maschile con una mentalità anni '50, è meglio evitare e poi non sono così coraggioso!), con i familiari alcuni sanno altri no, ma per il quieto vivere, scelte di vita che ho fatto e non sono state condivise e per la mancanza di tempo che ci impedisce di frequentarci veramente, anche quelli che sanno fanno finta di non sapere o comunque non se ne parla; infine non frequento/tiamo nessun ambiente o locale, nessun amico ed anche in palestra ho la "fama" immeritata di essere etero. Onde per cui non vivo più, non sento più la mia dimensione omo ma anzi praticamente io sembro agli altri e forse anche a me, un etero. Scherzando ho cominciato a dire a G. che per fare sesso mi toccherà diventare etero e che ho già individuato nella mia insegnante di fitness - donna donna ma decisamente maschile - la mia futura "patner".
Le conclusioni di questo lungo discorso quali sono?
1) Che voglio tanto bene a G. ma non so più se possiamo essere una coppia o se stiamo insieme per affetto o per abitudine;
2) Che sono stanco di nascondere chi e come sono ma mi rendo conto che è impossibile essere me stesso nell'attuale posto di lavoro;
3) Che ho una vita sociale che fa schifo, per vari motivi, e che questo non mi sosddisfa;
4) Conclusione finale: credo che non ci sia niente in questo momento della mia vita che mi rende felice e soddisfatto. Quindi bisogna cambiare.
Ho deciso di provare seriamente a cambiare lavoro, anche se a 40 anni non è facile.
Ho deciso di concentrarmi e di sforzarmi quest'estate per portare a termine un progetto iniziato tanti anni fa e che poi ho abbandonato quando ero ad un passo dal termine, l'università.
Quando avrò risolto queste due cose, almeno una delle due, in modo da semplificare la mia vita di tutti i giorni, sarà la volta di affrontare seriamente ed onestamente il mio rapporto con G. Spero che le vacanze che faremo assieme, anche se saranno poche e non ancora programmate, ci permettano di ritrovarci, di farci tornare quelli che eravamo l'uno per l'altro o che ci costringano ad ammettere quello che ho paura siamo diventati, due buoni fratellini (!).
In fondo in fondo quello che credo sia successo è molto semplice: in questi 18 anni io sono cambiato, ho fatto un percorso, ho fatto molta strada, a volte sono andato in avanti a volte sono andato in dietro, a volte mi sono comportato bene, altre volte, e non poche, molto male. Ma sono comunque cambiato, cresciuto. G. non è stato al mio passo, non è cambiato quasi in nulla e quei pochi cambiamenti che ha fatto sono stati causati da eventi, fatti che l'hanno travolto, per cui sono stati tutti vissuti passivamente, quindi molto male. Peggiorando la sua vita, logorando la sua anima.
E il nostro rapporto si è appiatitto, ha perso colore e intensità.
Sarà possibile recuperarlo?
Un'ultima cosa: il mio blog, a differenza di altri, contiene soltanto pensieri, riflessioni e racconti strettamente personali, un pò perchè non avrei altri a cui raccontare queste cose, un pò perchè non avrei altro di cui parlare. Dei fatti quotidiani che si leggono, che sappiamo (Dico, fatti di cronaca, notizie varie) ne sento parlare così tanto che qui preferisco il silenzio, ma questo non vuol dire che io non ne abbia un'opinione, che non mi producano delle incazzature, in genere è così. Ma almeno qui voglio la libertà di parlare, di raccontare con serenità la mia vita o quello che credo sia la mia vita.
P.S. ad personam per Limbozero: grazie per la tua dedica, ma in questi giorni mi è impossibile ascoltarla, appena avrò sentito il pezzo ti dirò. Sei stato molto gentile. Belli i tuoi post più recenti, soprattutto quello con i verbi all'infinito e la poesia, il pezzo dell'incontro a due. Visto che tu sei un tipo molto cerebrale e colto, non lo dico per prenderti in giro, mi puoi segnalare dei libri gay che valga la pena di leggere, se ne conosci? Fra poco è il compleanno di G. e lui legge molto. Ah, mi raccomando che non siano come la segnalazione di Matteo che mesi fa ha scritto di un libro, mi sembra un regalo del suo fidanzato, che ho a mia volta regalato a G. e per il quale mi sono sentito dire:"Non voglio storie di pedofili". Grazie, ciao.
mercoledì, giugno 13, 2007
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