mercoledì, novembre 07, 2007

Avrei voluto postare prima, ma ho avuto parecchio lavoro in ufficio e poi c'è stato il ponte dei morti, o dei santi, e a casa mia, al mio ridente paesello organizzano l'annuale fiera, per cui sono stato un pò incasinato. A dire il vero, in questi quattro giorni è successo tutto e niente. Ho alternato dei giorni di iperattività, di impegni e di corse a destra e a sinistra a dei giorni in cui non sono riuscito a fare nulla, neanche il letto o lavarmi la faccia: l'unica cosa alla quale non ho rinunciato è a farmi da mangiare, e a mangiare dopo! Veniamo con ordine. Giovedì visita da parenti per il pranzo, invito con "obbligo" di cucinare da parte mia e così se n'è andata mezza giornata, al ritorno a casa non ho fatto una mazza. Venerdì a Verona per prendere dell'olio in un frantoio in Valpantena, dove ho preso anche qualche regalo di Natale (quest'anno ho deciso di fare le cose in anticipo) e poi a casa di G. per la solita spesa settimanale. Solita prassi: soliti negozi, solita lista delle commissioni, a volte penso che basterebbe fotocopiarla!, soliti discorsi, soliti 5/10 minuti di conversazione, solito ritorno a casa in completa depressione, ma questa volta poche lacrimucce e la consapevolezza che avevo solo voglia di tornarmene a casa mia, o dei miei, e di ritrovare la mia casa, nonostante il casino in cui l'avevo lasciata. La notte ho dormito molto male, per cui la mattina mi sono alzato tardi, sono uscito per qualche commissione, pranzo e poi black-out. Più niente. Fino a domenica mattina ho vegetato sui divani, davanti alla televisione, guardando le solite cose in televisione o dormendo. Ma sabato notte è successo qualcosa che non era mai capitato prima. Come al solito mi ero addormentato sul divano verso le 23.00 svegliandomi poi verso l'1.30 con la schena mezza spaccata. A quell'ora mi sentivo abbastanza sveglio e allora cosa ho fatto?. Mi sono fatto una doccia, mi sono vestito e certo che G. non avrebbe telefonato sono uscito per fare un giro, in cerca di compagnia, anzi siamo sinceri, in cerca di sesso. I posti li conosco anche troppo bene. Bene. Ne è valsa la pena...
No, non è vero, è tutta una balla, vi e mi sto prendendo per il culo, per fortuna! Una volta l'avrei fatto, anzi più di una volta l'ho fatto in passato e non è mai servito a niente, e sono sicuro che se non l'avessi fatto, le cose con G. sarebbero andate diversamente o perlomeno mi sarei sentito meno responsabile della situazione in cui viviamo, per cui non l'avrei accettata per così tanto tempo e quindi non sarei costretto a vivere come ora e come stiamo vivendo. In realtà, ho guardato un film americano abbastanza carino su rai 1 che è finito verso le 3.00 di mattina. A questo proposito, mi chiedo perchè quelle poche cose decenti che varebbe la pena di guardare in tv le trasmettono sempre ad orari impossibili. Poi mi era evidentemente passato il sonno, per cui mi sono rigirato nel letto per circa mezz'ora se non di più. Cercando di non pensare. Poi è scattato l'interruttore, ha fatto click, definitivamente. E ho cominciato a piangere, proprio con i lacrimoni grandi e quella specie di singhiozzo che non so definire, quei pianti disperati che fanno i bambini e per i quali ti chiedi cos'hanno da disperarsi in quel modo. Saranno passati dieci minuti, un quarto d'ora, non lo so di preciso. Ed ho capito, o penso di aver capito. Non sono felice, non sono soddisfatto della vita che faccio: ho un lavoro che non mi soddisfa, non so se potrei aspirare a qualcosa di più, credo di si, l'unico aspetto positivo è che nessuno mi rompe le balle, ho un ruolo quasi completamente autonomo. Ho un rapporto affettivo che fa CAGARE!!! Ho un compagno da quasi 19 anni, che per evidenti e legittimi motivi non ha fiducia in me, anche se ultimamente mi sembra ne abbia visto che mi ha lasciato andare a Riccione da solo, e poi ci sarei andato lo stesso perchè è stato lui a non volermi accompagnare (sarebbe dovuto uscire di casa). Pur vivendo con il mio stipendio io vivo dai miei, ovviamente all'oscuro di tutto, e lui vive a casa sua, lui non lavora da non so più quanti anni 6-7 o di più ed ha 57 anni (!) non esce di casa da 4-5 anni, e dall'inizio di quest'anno per un sacco di motivi non facciamo più l'amore, non facciamo più sesso e soprattutto non ci abbracciamo più, non ci tocchiamo più, non ci guardiamo più negli occhi ... da maggio non abbiamo più dormito insieme e non abbiamo più mangiato insieme. Quindi ho un rapporto che fa cagare. Dividiamo, anzi prendo in consegna le bollette, la nota della spesa e poi riconsegno tutto, se serve qualcosa che sia in grado di comperare per lui la compero e la consegno. Dividiamo i suoi grazie e io mi tengo i miei pensieri, le mie preoccupazioni e le mie insoddisfazioni, meglio la mia disperazione. Certo, ne avrà anche lui, ma non ne vuole parlare, quando inizio il discorso che dobbiamo parlare e dobbiamo prendere delle decisioni, trovo un muro.
Allora già da qualche settimana ho cominciato a premere per ottenere una cena e un fine settimana insieme da lui; le settimane scorse aveva l'influenza e stava male, vediamo cosa si inventerà per le prossime. Soltanto che ho deciso che non starò più ad aspettare. Per il 17 accetterò un invito ad una cena ufficiale alla quale non potrebbe partecipare e per il 25 vado a Bologna ad una manifestazione di fitness con quelli della palestra e così pure per l'8 dicembre, ma questa volta vicino a casa. Voglio vedere se riusciremo a passare qualche giorno insieme nel mese di dicembre e per le feste di Natale; se così non fosse, ho già deciso che mi farò qualche giorno in montagna dai miei, se ci sarà la neve, o in alto adige da mia zia. Dopo un sacco di anni, voglio rimettere gli sci.
Ritornando al weekend, la domenica ho dovuto recuperare tutto quello che non avevo fatto gli altri giorni, per cui pulizie e lavatrici a tutto spiano, dalla mattina alla sera tardi come una casalinga molto, troppo disperata. Ciliegina della serata: alle 21.30 arrivano i miei dalla montagna che devono ancora cenare e quindi hanno mangiato con me. Che bello che è vivere ancora in famiglia! Resisterò fino alla fine dell'anno, poi le cose dovranno cambiare, o in un senso o nell'altro. Convivenza o separazione, definitiva.
Dopo i fatti, veniamo alle riflessioni che cercherò di fare sulla base di quello che avete scritto. Prima di tutto grazie a tutti quelli che mi hanno letto e che mi hanno lasciato una traccia del loro pensiero, che sia al quadrato oppure no. Il motivo per cui in questo momento sono qui a scrivere credo sia facile da capire, non ho altri ai quali poter raccontare come stanno realmente le cose e quelle poche persone che ne sono a conoscenza, qualcuno c'è, mi giudicano credo un pazzo o un demente. Quindi per me è uno sfogo, irrinunciabile, ed è un modo per costringermi a riflettere sulla mia vita, per farla scorrere davanti ai miei occhi e poter pensare più o meno obiettivamente a quello che mi accade. A dire il vero ho preso l'idea dalla serie tv "Sex and the city", che mi faceva compagnia la domenica sera quando abitavo a Venezia un bel pò di tempo fa. Avevo pensato di usare lo stesso sistema, usare la mia vita e le mie esperienze per trarre considerazioni più generiche, estensibili anche agli altri, ma ho peccato di superbia, visto che non riesco nemmeno ad uscire dal mio piccolo "io".
E' evidente anche a me che sono soltanto io che do in questo rapporto e questo mi pesa sempre di più. Lo potrei anche accettare se sentissi che comunque anche G. ci crede, se vedessi che anche lui vuole stare con me, se stare insieme per un'ora, una sera, per tre giorni non diventa un problema, ma un sogno, una speranza, una necessità. Mi viene in mente quando tanti anni fa facevamo veramente l'impossibile anche solo per passare un pomeriggio insieme a fare l'amore e a parlare, a farci le coccole e ad assaporare la tenerezza e la dolcezza dell'altro.
Non so per quanto tempo riusciremo a tirare avanti in questo modo. Certe volte penso che, pur sapendo che anche G. stia facendo una vita di merda, per certi versi (questa espressione non riesco più a togliermela dalla testa) lui stia vivendo bene. Chiuso in casa non deve raffrontarsi con preoccupazioni, stress, pensieri, input varii, anche "stimoli" sessuali, che normalmente si devono sopportare o che si incontrano nella vita quotidiana. E' come se preferisse vivere senza particolari stimoli, senza desideri, senza aspirazioni, senza entusiasmo (grazie Limbo, ci azzecchi sempre?). Non so se la convivenza possa essere la soluzione a questa nostra situazione, a dire il vero non lo credo fino in fondo, soprattutto perchè non credo che G. sia disposto o sia capace di "sopportarmi" a casa sua, in pianta stabile, ma io non sono in grado di mantenere da solo due case. Per questo ho deciso di parlare a mio fratello, tanto mi sono già abbondantemente sputtanato ai suoi occhi, e di chiedergli se mi da una mano a trovare un lavoro per G. Se lui avesse un lavoro potrebbe essere autonomo e staremmo insieme consapevolmente, liberamente; perchè in fondo in fondo, raschiando il fondo del barile, mi domando se stiamo insieme perchè lui non ha un'alternativa, non ha nessun'altra possibilità. Lui si libera la coscienza dicendomi che sono libero di andarmene quando voglio, di pensare soltanto a me visto che non è capace di affrontare niente della sua vita o meglio della sua non vita, ma come è possibile abbandonare una persona che ami, alla quale vuoi bene, così, completamente sola, senza niente, senza nessuna possibilità di andare avanti. Non so se sia ancora amore, se sia solo affetto, di sicuro non è soltanto senso di responsabilità, anche perchè penso di aver "espiato" le mie colpe e i miei sbagli. E poi ho sempre pensato e penserò sempre che non serve a niente pensare al passato, a quello che è stato e non crediate che G. non abbia fatto anche lui i suoi errori e non abbia anche lui le sue responsabilità. Comunque, alla fine di tutto c'è un'unica questione, vale a dire che io non ce la faccio più a vivere in questo modo, mentre anche se la stessa cosa la dice anche G. e da tanti anni, non vedo nessuna reazione da parte sua, se non quella di negarsi sempre di più. E allora, come ha capito Cornflakesboy, ho paura di essere la goccia che faccia traboccare il vaso. E non vorrei perdere una persona buona, dolce, tenera, generosa e che era una persona meravigliosa, un bambino incantato che non ha la forza di rialzarsi da solo, ma temo nemmeno con me. Forse sbaglio qualcosa o forse sono proprio io la causa di questo?
Si accettano tutti i consigli, i pareri e le idee dati col cuore.
Umberto

3 commenti:

Limbozero ha detto...

Umberto un possibile suggerimento potrebbe essere quello di non far venire meno la tua presenza anche se a me viene da dire piu' "assistenza" a G. e nel contempo realmente sganciarti dall'idea che tu debba rinunciare a vivere qualsiasi cosa, perche' lui ha deciso di rinunciare a qualsiasi cosa, te compreso.
Prova a fartelo questo giro notturno,non e' solo una questione di sesso, ma di incontrare, gente, persone,di tutte le specie ma un minimo dedicarsi a se stessi ed alla conoscenza degli altri e soprattutto di altre realta'.
In quanto alla questione "come si fa a lasciare la persona che ami?" NOn so affatto risponderti.E' sicuramente piu' facile pensare che sia lui a lasciare te, ma sei sicuro che non l'abbia gia' fatto in fondo?

Anonimo ha detto...

Mh... :-) Sinceramente io la vedo in un solo modo. E penso che tu sappia qual'è la risposta, ma ho sempre paura a dirlo. Perchè non avrei mai voluto che qualcuo mi dicesse una cosa del genere.

Umberto66 ha detto...

Caro Limbozero, da un pò di tempo ho capito anch'io che non posso e non voglio rinunciare a vivere qualsiasi cosa soltanto perchè G. ha deciso di farlo, e infatti cerco di fare quello che posso. Certo, i problemi che abbiamo, e che ho, sono tanti e forse non puoi nemmeno immaginarteli tutti, ma per fortuna io sono un ottimista e cerco di vedere sempre il lato positivo delle cose, delle situazioni, anche perchè se non fosse così non sarei riuscito a tirare avanti fino ad oggi. Comunque, credo che tu abbia ragione dicendomi che G. mi ha già lasciato: ha perso l'entusiasmo per la vita e anche per me. Certo, so che mi vuole bene, ma non sento più da parte sua il desiderio di stare con me, di vivere con me.
E a questo proposito, rispondendo a Lovelyback, credo di aver capito la tua risposta, ma io mi illudo sempre che ci sia sempre più di una alternativa e che l'Amore ci possa dare la forza e il coraggio per amare e lasciarsi amare.
Oppure ho soltanto paura della verità?!