E' il 18 settembre, è passato anche il mese di agosto e le relative non-ferie e vediamo che cosa è successo in questo periodo, aggiungendo dei piccoli dettagli che possano chiarire meglio la situazione. Intanto è stata una fortuna il fatto che non siamo partiti perchè alla metà di agosto un nipote di G., l'unico che lui frequenta e al quale vuole un casino di bene, di 16 anni ha fatto un incidente in moto e ci sono voluti più di dieci giorni per capire quale fosse la situazione e quali possobilità di recupero ci potranno essere. Allo stato attuale il ragazzo è in rianimazione, gambe bacino e un braccio rotti, naso rifatto, ustione ad un braccio, ma il problema sono state delle emorargie interne, alcune alla testa, che si sono riassorbite da sole(?) e che allo stato attuale non si capisce se e quali danni possano aver causato al cervello. Scusate se non userò la terminologia corretta ma non sono del settore. Ora, il ragazzo si è risvegliato dal coma farmacologico indotto, ma non riconosce nessuno e non ricorda niente. Mi si dice che è come ritornato un bambino di due anni. Intanto aspettiamo.
Di fronte a questa situazione G. ha reagito come al solito nel modo sbagliato, nel senso che l'unica cosa che ha saputo fare è stata quella di prendersela con me: qualsiasi cosa dicessi, qualsiasi informazione chiedessi, insomma qualsiasi cosa non andava bene. Dopo questo primo periodo gli animi si sono calmati, forse la situazione è stata "accettata" e anche lui ha capito che prendersela con gli altri o con il mondo intero non serve a nulla, ma che l'importante è cercare di fare qualcosa per aiutare suo nipote e la sua famiglia. In questo periodo io ho fatto il possibile, ma non nascondo che mi sono concesso un paio di giorni in montagna a casa dei miei per recuperare un pò di relax, anche se quei due giorni mi hanno fatto capire quanto io non possa più convivere con i miei. Anche perchè, come al solito, quando G. ha un problema o sta male non mi vuole vicino.
Questo fatto ha comunque prodotto una cosa positiva: dopo circa 4/5 anni durante i quali G. non usciva più di casa se non una volta sola per andare a tagliarsi i capelli, adesso ha l'intenzione di uscire per andare a trovare suo nipote in ospedale, non subito, ma appena possibile.
Ora vi chiederete che cosa può voler dire questa cosa. Rispondo subito. G. non lavora più da circa 6/7 anni e da quel momento si è praticamente chiuso in casa, dedicandosi soltanto ai lavori domestici. I motivi all'origine di questo sono diversi e meritano un post specifico, ora voglio descrivere soltanto i fatti perchè alla base ci sono tante considerazioni da fare. Non lavorando più e non uscendo più di casa, sono io che penso a tutto, dal lato economico fino "ai rapporti con l'esterno". Ovviamente il fatto che ci separino circa 100 km è un problema, aumentato dal fatto che non convivendo in modo stabile e regolare, ma fermandomi a casa sua soltanto per alcune sere alla settimana (ed è addirittura da maggio che praticamente non dormo più da lui) e vivendo il resto della settimana a casa dei miei, la situazione per quanto mi riguarda è diventata insostenibile. Ora, io avevo posto un termine entro cui trasferirmi definitivamente da lui, la fine di settembre. Per quello che è successo e per dei lavori che devo finire abbiamo deciso di spostare la cosa alla metà di ottobre. A questo punto devo confessare che ho molta paura di quel momento, perchè mi chiedo se riusciremo a stare di nuovo insieme, con la serenità e con l'amore che mi sono sempre immaginato ci sarebbero stati nella nostra casa. E d'altra parte, nella situazione attuale non vedo quale altra soluzione possiamo adottare, visto che in pratica ha rinunciato a cercare un altro lavoro già da tempo. La mia paura è che io voglia vivere con lui, ma che lui non voglia vivere con me e che lo faccia soltanto perchè costretto dalla situazione in cui si trova. Quando io sono da G., a casa sua, lui si occupa di tutto quanto, fa tutto quanto lui, non perchè io non sia capace o non voglia fare niente, ma perchè solo lui sa fare (voglio dire che solo lui sa pulire, sa cucinare, sa lavare...) e nessuno è bravo quanto lui. Ovviamente vivere così è pesante, per lui che si deve occupare di tutto e per me che mi sento un incapace, e vi assicuro che non lo sono.
Quindi mi domando se riusciremo a vivere insieme, se i nostri sentimenti saranno più forti della costante sopportazione che si deve mettere in conto quando due mondi umani diversi decidono di fondersi, e se riusciremo a costruire qualcosa di stabile e di duraturo. E non voglio più accontentarmi di qualche sera, proprio perchè la vita e troppo corta e incerta. Domani potremmo non esserci più, quindi è meglio cercare di vivere al meglio e questo per me vuol dire viverla con le persone che amo, e vorrei che al primo posto ci fosse G. Vedremo.
martedì, settembre 18, 2007
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3 commenti:
Ciao Umberto,
sono rimasto di stucco da questa storia.NOn la immaginavo in questi termini.Mi chiedo una cosa....ma se tu non ci fossi lui di cosa vivrebbe? Ovviamente mi auguro che non sia per quello che rimane con te, e capisco che ognuno ha la sua personalita'....ma mi chiedo come fa a trattarti cosi? Come puo' pensare di non voler vivere con te?
Cosa gli rimarrebbe ? un mocho vileda ed uno spazzolone?
Puoi pensare di lasciarlo vivere cmq in questa situazione? Senza un lavoro, senza alcuno stimolo, chiuso in casa?
Avrei duemila domande da porti ma credo di averne fatte gia' a sufficenza.
Immagino che se G. ha deciso di chiudersi in casa un motivo ci sia. Non credo che lo abbia fatto a cuor leggero. Però questo spiega al sua difficoltà a vivere i rapporti (e non solo quello con te!).
Hai fatto bene a dare un termine. Almeno hai manifesatto le TUE esigenze, e capiremo a ceh compromosse è disposto ad arrivare.
Forza!
Matteo
Non sono la persona piu' adatta a dare consigli.Faccio , pero', alcune considerazioni su cio' che leggo.Considerando tutte le difficolta' materiali della vostra relazione, date dalla non coabitazione, da un progetto di vita in comune che non sempre sembra condiviso, da difficolta' economiche dipendenti dal lavoro e dai sacrifici che comporta rinunciare un po' a tante cose, soppravvive ,a mio giudizio, solo la considerazione che tutto si puo' affrontare se si e' innamorati.Spero che tu e G. abbiate chiaro che siete innamorati vicendevolmente...mi pare che sia, viste le condizione, l'unico ingrediente per andare avanti.Non fate sacrifici emotivi, emozionali, affettivi...sarebbe un percorso solo di rinuncie e rimpianti.In bocca al lupo per il coraggio che dimostri!Wozzeck
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