lunedì, marzo 26, 2007

Ieri ho partecipato per la prima volta ad un seminario di fitness praticamente rivolto agli istruttori. Devo dire che nonostante tutto è andata abbastanza bene: a parte le lezioni particolarmente coreografiche o di aerobica, mi sembra di essere riuscito, più o meno, a fare tutto. Se non altro ho quasi sempre tenuto il "passo", nonostante io non sia un "palestrato" ed abbia i miei bei chiletti in più, oltre alle quaranta primavere superate l'anno scorso.
Pensavo di trovare soltanto dei super patiti/te del corpo e della ginnastica, che ovviamente c'erano, ma devo ammettere che invece c'era della gente simpatica, soprattutto gli istruttori/trici e tutta la giornata è veramente passata senza che me ne accorgessi, a parte le tre magliette che ho inzuppato saltanto su e giù dallo step (eccoti accontentato caro Limbozero!).
In conclusione, è stata una bella giornata in cui mi sono divertito e soprattutto sfogato e ne avevo davvero bisogno.
Ma vediamo di andare oltre. L'oltre sarebbe, anzi è, costituito dall'analisi che devo fare a monte o in profondità del mio bisogno di fare qualcosa da solo. Perchè ovviamente io sono andato da solo, come praticamente devo fare ogni volta che ho voluto e voglio fare qualcosa che interessi soltanto a me. A parte che in questo momento avrei comunque dovuto andare solo per cause indipendenti a G., quello su cui rifletto è che i miei interessi e miei svaghi sono sempre stati soltanto miei e mi sono talmente abituato a questo che oramai non ci faccio più caso, non ci penso più; quindi se riesco ad organizzare qualcosa, ad avere la possibilità di fare o di andare da qualche parte l'approccio è sempre al singolare, cioè individuale. Questo non significa che io non debba chiedere, per modo di dire, l'autorizzazione che a volte viene a volte no, che a volte può essere ascoltata, rispettata mentre altre volte no; significa che la vita in comune, le esperienze che condividiamo sono troppo poche e sono diminuite via via negli anni.
Una considerevole differenza di età fra di noi, assieme a gusti ed interessi a volte diametralmente opposti ci hanno sempre diviso; comunque a volte si dice che i poli opposti si attraggano, si compensino mantenendosi reciprocamente in equilibrio. Ma è proprio così?
Nei primi anni del nostro rapporto io non avevo una identità vera e propria, una consapevolezza completa di chi fossi e di cosa volessi, un pò perché non ero ancora entrato nel mondo del lavoro, perchè vivevo ancora con i miei o perchè ero alla mia prima vera storia e quindi accettavo tutto, senza far emergere quello che veramente ero e volevo; poi ovviamente con il tempo "sono venuto fuori" e sono emerse le differenze e anche i primi scontri su queste cose. Finora il nostro sentimento ci ha permesso di superare tutto questo, ed altro ancora, ma cominciamo a vacillare, a non farcela più e la riprova è il fatto che io penso al singolare, o come dice G., penso solo per me. Ma qual'è l'alternativa, se ce n'è una? Help!!!

7 commenti:

Limbozero ha detto...

Lasciarsi??? ahahah scherzooo!! Ultimamente vedo solo disastri non farci caso.

Ma vedo anche situazioni troppo simili alla mia.In cui la vita individuale costituisce un problema per quella di coppia,ed al tempo stesso si svilisce rimanendo solo una vita da carcerati!

Lo so sono troppo duro ed insensibile, ma tu pensi che una vita di coppia di 10 anni in cui la proprio vita individuale era completamente annegata in un mare di lacrime sia meno insensibile del mio pensiero?

Come posso aiutarti se continui a parlarmi di situazioni che ho vissuto ed oggi ricordo con molta tristezza perche' ne vedo tutti i contorni spezzati?

...il tuo G legge queste cose?

Umberto66 ha detto...

Mi ha fatto sorridere il paragone alla vita da carcerati, non l'ho mai considerata in questo modo. E mi domando come possa essere annegata la tua vita, presumo la tua, in un mare di lacrime: cosa intendi con questo e in che modo è successo?
Infine, se anche tu hai vissuto circa queste situazioni vorrà proprio dire che "tutto il mondo è paese" e con questo voglio dire che forse la maggior parte di tutte le relazioni hanno le stesse dinamiche, gli stessi problemi, le stesse situazioni forse perchè commettiamo gli stessi errori o abbiamo le stesse speranze o le stesse illusioni.
Ma questo è un argomento troppo importante e voglio parlarne in un post.
Comunque, G. non legge queste cose perchè per lui il computer è un portatile che sta sopra il tavolo del garage da oltre un anno a prendere polvere e niente di più. E' proprio questo che mi permette e mi permetterà di scrivere liberamente di tutto, la consapevolezza di essere libero nel farlo. Perchè credo che a volte se si vuole bene ad una persona non si ha il coraggio, la forza, la cattiveria o ... quello che vuoi tu per dirle completamente la verità. Lo dico sempre, la verità a volte non si dice non soltanto per nasconderla ma anche perchè bisogna avere il coraggio di sentirla e di affrontarla e non tutti hanno questo coraggio. Ma perché questa domanda?

Limbozero ha detto...

Chiedevo se G leggesse queste cose per capire se sono cose che lui gia' sa, o eventualmente che apprenderebbe da questo blog.
CErto la verita' si fa sempre fatica a dirla, in qualunque condizione, ma penso che vada detta prima o poi.
E' raccapricciante poi assistere anche alle verita' finte, cioe' delle bugie mascherate da verita', ed il tutto condito dalla solita frase "per il suo bene e' meglio che non sappia la verita'". Ma per il tuo invece?

Da quando ho troncato il mio rapporto, sembra di aver riacquisito tutta la rigidita' di cui andavo fiero!! :)
Ma non e' proprio cosi', mento ancora in certi ambiti e non mi fa sentire bene la cosa.

Per questo penso che la verita' vada detta ad ogni costo.

Sono rimasto nel limbo per troppo tempo, ed io queste verita' di cui sapevo esistere, me le sono andate a cercare da solo e credimi l'effetto e' stato ancora piu' devastante.

Da qui puoi capire perche' la mia vita e' annegata in un mare di lacrime.

Semplicemente perche' tutto cio' non ti fa vivere bene.

Umberto66 ha detto...

So benissimo che mentire a sé stessi e agli altri ti fa vivere male e, nel mio caso, mi fa sentire spesso una stanchezza incredibile ed è per questo che la "combatto" cercando di fare sport.
Comunque tu sei stato coraggioso, sei sicuramente una persona forte e devi avere anche molti amici attorno (tra cui R. di cui ho visto il commento sul tuo blog, ti vuole veramente bene, eh!?)
E mi sembra che sia sulla strada giusta per superare tutto quello che è successo. Mi fa piacere per te

Anonimo ha detto...

Ma si è proprio sicuri che sia importante in fondo che lui legga o meno quello che si ha dentro?
O che il dire la verità giovi sempre e comunque?

Forse, anche se leggesse tutte le verità del mondo, non le capirebbe. O farebbe finta di non farlo.

Umberto66 ha detto...

Io credo che sia importante leggersi dentro, almeno nelle cose che sono veramente importanti, non certo nelle cazzate ed è ovvio che qualcosa lo si debba tenere per sè, ma deve essere, o dovrebbe essere, qualcosa di marginale per la coppia.
Non credo poi che dire la verità giovi sempre, ma credo anche che non ci siano delle regole valide per tutti e che quindi dipenda sempre dalle persone e dalle cose che si omettono o che si nascondono, sappiamo benissimo che ci sono cose e cose !!!.
Infine, per quanto riguarda la capacità di comprensione di G. so che è sempre stato ed è sempre in grado di leggermi come un libro, oppure sono io che mi faccio facilmente leggere come un libro, e che capisce sempre molto più di me. Per cui se facesse finta di non capire certe dinamiche, certi problemi, sarebbe veramente triste. Li capisce, li conosce ma non li affronta, è questo il problema.

Limbozero ha detto...

Qui si aspetta un altro post!! che fine hai fatto? :)